Il 5 giugno scorso, nella Giornata mondiale dell'Ambiente, si è tenuta allo stadio Grande Torino l'Assemblea dei Comuni soci di Smat. L'Assemblea ha bocciato la trasformazione dell'azienda da Società per azioni in Azienda Speciale consortile, ovvero in ente pubblico senza scopo di lucro. Il passaggio ad Azienda speciale avrebbe rispettato il risultato della votazione del referendum del 2011, ma così non è stato.

Nove anni fa un Referendum ha infatti stabilito un principio fondamentale: la gestione dell'acqua deve essere pubblica, sull'acqua pubblica non si può più lucrare, né fare profitto.
«Quello che è accaduto – dichiara Marco Marocco, vicesindaco della Città Metropolitana di Torino – va contro questo principio e la volontà popolare è stata ancora una volta tradita. L'autore di questa operazione è il Partito democratico. Lo stesso Pd che al Referendum aveva votato a favore dell'acqua pubblica e che oggi si dimentica di quel risultato e non rispetta il mandato dei cittadini. A quel Referendum il 95% circa dei votanti ha espresso volontà diversa. Quando si dice la coerenza».

La Smat in forma di Società consortile avrebbe messo fine ai dividendi e quindi al profitto fatto sull'acqua rispettando l'idea del Comitato di acqua pubblica, del M5S e la volontà popolare. «La gestione pubblica e partecipata di Smat – conclude Marocco – è sempre più urgente, soprattutto rispetto all’importante crisi climatica globale che stiamo affrontando che vedrà la risorsa Acqua un bene sempre più prezioso da tutelare perché l’accesso possa essere garantito a tutti».

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