Coldiretti ha chiesto alla Regione Piemonte l’avvio delle procedure per ottenere il riconoscimento dello stato di crisi per i settori apistico e frutticolo. La richiesta, firmata da Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato confederale, è partita il 23 settembre scorso, indirizzata ad Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e a Marco Propapa, assessore regionale all’Agricoltura, cibo, caccia e pesca. In Piemonte l’annata è caratterizzata da un andamento climatico anomalo con sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi, quali temperature stagionali inconsuete, prolungati periodi siccitosi o piovosi, trombe d’aria e violente grandinate.
Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino, informa: «L’anomalo andamento meteo ha condizionato la produzione di miele e il comparto frutticolo. In particolare è crollata la produzione del miele, le stime arrivano fino a un calo del 70 per cento rispetto alle annate normali. Le api hanno patito gli sfasamenti climatici. Il rischio? Vedere aumentare l’arrivo di miele proveniente dall’estero. La concorrenza al miele Made in Piemonte arriva dalla Cina e dall’Est Europa. Da questi due Paesi proviene miele spesso a basso costo, non all’altezza degli standard qualitativi subalpini».

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