La Lav scrive al Governo per la questione dei buoni spesa e l'acquisto di alimenti per animali. Alcuni Comuni infatti, tra cui Carmagnola, nell’erogazione dei ticket alle famiglie con problemi economici, hanno escluso che una parte di questi possa essere spesa per dar da mangiare a cani e gatti domestici. "Più di una famiglia su tre in Italia vive con animali - spiega l'associazione -,  e già deve sopportare tutto l’anno un’ingiusta IVA al 22% che equipara il cibo per cani e gatti ai beni di lusso, tanto più le persone prive di reddito o già assistite dai Servizi Sociali, non a caso destinatarie dei buoni spesa anticipati dal Governo. In queste settimane spesso, se sole, possono contare sull’affetto del cane o del gatto che vive con loro". Diversi Comuni, lungo tutta l'Italia, hanno indicato gli alimenti per animali come generi non primari e quindi esclusi dalla possibilità di essere pagati con i buoni. "Chiediamo quindi al Ministro dell’Interno Lamorgese, e ai Prefetti - spiega la Lav -, di correggere laddove necessario i Comuni che per conto proprio, non vincolati da alcun atto, hanno autonomamente deciso di escludere la spendibilità dei buoni spesa per la parte dovuta all’accudimento di animali che fanno parte, a tutti gli effetti, della famiglia".

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