Rivolta a Candiolo per l'assegnazione del centro sportivo del paese alla società Garino, della vicina Vinovo. Il Comune aveva aperto una regolare gara di assegnazione a cui avevano partecipato il Candiolo e il Garino. LA differenza l'ha fatta, nel punteggio finale dato dalla commissione esterna, il rilancio sul canone d'affitto annuale che il Garino ha quantificato in 2000 euro e il Candiolo 500. Poco più di 100 euro al mese di differenza che ha fatto schizzare il punteggio a favore dei vinovesi. Così dopo sette anni il Candiolo non avrà più una casa e 300 tesserati, la maggior parte bambini, dovrà trovarsi una nuova casa per giocare. La cosa ha scatenato una rivolta in paese, con genitori, giocatori, allenatori, dirigenti e istruttori che per questa sera hanno organizzato un sit in (pacifico) davanti alla piazza della Pro Loco. Il sindaco, Stefano Boccardo ha tentato di abbassare i toni: " L’ufficialità vera e propria dell’assegnazione avverrà solamente nei prossimi giorni alla conclusione di tutti i passaggi di verifica previsti per legge. Nel frattempo in queste ore sui social si sta scatenando una vera e propria campagna denigratoria, offensiva e assolutamente disinformativa circa i criteri utilizzati per l’assegnazione e l’assegnazione stessa. Criteri secondo alcuni basati su truffe, manipolazioni e irregolarità. Per questa ragione oltre ad invitare ad abbassare i toni spesso offensivi e maleducati, abbiamo ritenuto opportuno convocare per il giorno 30 giugno un incontro pubblico alle ore 19 (al termine del Consiglio Comunale che sarà convocato per le 18) in cui verrà approfondito il percorso di preparazione gara, dell’assegnazione della struttura sportiva ricreativa, e il futuro utilizzo che non prevede assolutamente l'esclusione delle realtà candiolesi e locali".

  

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