Forse la preoccupazione di un periodo buio, o più semplicemente la voglia di fare i furbi a discapito di chi aveva realmente bisogno. Il Comune di Carmagnola ha scovato diversi nuclei famigliari, durante l'emergenza covid, che hanno tentato di raggirare il servizio di distribuzione gratuita di pacchi alimentari provando ad ottenere più di quanto spettava. Il meccanismo era semplice: sulla dichiarazione scritta, un giorno veniva indicato il cognome del marito, il giorno dopo quello della moglie. In modo che i volontari non si accorgessero subito del fatto che si trattasse della stessa famiglia. In questo modo venivano meno le risorse per chi, invece, si comportava con onestà. Il Comune, una volta capito il raggiro, ha bloccato subito la distribuzione per le famiglie "furbette". Non sono state sporte denunce.  

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