Una lettera firmata da diversi sindaci, tra cui quelli di Moncalieri e Nichelino, proposta dal consigliere regionale Pd Diego Sarno che ha trovato l'appoggio trasversale di tutti i partiti, per dire no al piano di ristrutturazione pensato da Olisistem. L'azienda ha sede di lavoro a Settimo Torinese e si occupa di servizi telefonici e tecnici, per conto di Intesa San Paolo. Rischia di avviare il licenziamento di diversi lavoratori, circa 250, in tutte le sedi italiane del gruppo. Alcuni dipendenti risiedono nei due principali comuni della cintura sud. Per la sola situazione di Settimo Torinese, le decisioni di Banca Intesa Sanpaolo prevedono la divisione in tre realtà, di cui una sola con il sistema dell’affitto di ramo di azienda e quindi un passaggio in continuità con le garanzie per i lavoratori. Gli altri dipendenti, si stimano quasi 200 unità, dovranno obbligatoriamente licenziarsi per essere riassunti da altre due aziende eludendo così sia i principi della clausola sociale e le protezioni che producono in caso di passaggio ad altra azienda, per cambio commessa o tramite affitto.

La suddivisione di Settimo in più realtà, inoltre, non permetterà più quelle dinamiche interne che permettevano ai lavoratori di essere spostati sulle commesse diverse, nei casi di cali o salite, evitando in questi anni il ricorso alla cassa integrazione. I sindaci non ci stanno e hanno inviato una missiva durissima, a difesa dei lavoratori: "Questa situazione è per noi inaccettabile. Qui si parla di famiglie da tutelare. Seppur si devono tenere in conto i diritti del privato e del suo utile aziendale, non può e non potrà mai essere issato come priorità rispetto ai diritti e alle tutele dei lavoratori e delle loro famiglie. Sappiamo della disponibilità di almeno due aziende, tra cui un’importante multinazionale, che potrebbero rilevare l’intera commessa di Intesa Sanpaolo assicurando la piena occupazione dei lavoratori con un piano aziendale di almeno cinque anni e la totale disponibilità di sedersi al tavolo con i sindacati per trovare le tutele migliori per i lavoratori".

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