di Ottavio Currà

L'emergenza coronavirus ha messo in primo piano la forza del volontariato. Dall'inizio della pandemia, in molti comuni della cintura di Torino, si sono moltiplicate le iniziative e i progetti di solidarietà, per aiutare chi si trova in difficoltà. Pierre Clemente Mingozzi, 26enne di Piossasco, ha seguito il richiamo dell'aiuto verso il prossimo da un appello del Comune: “E' stato un caso. Stavo navigando in internet quando, ad un certo punto, ho visto un avviso pubblicato dal Comune, dal titolo 'Nessuno resta solo a Piossasco'. Ho letto di che cosa si trattava e dopo pochi minuti mi è venuta l'idea di prenderne parte”.

Hai fatto un corso di formazione?
“Si, è una prassi in questi casi. Ti aiutano a capire come e in che modo ti devi approcciare alle mansioni che ti vengono assegnate. Ho dato il mio cotributo dove serviva, mi sono anche occupato di aggiornare dati per conto del Comune, come i contatti telefonici per rintracciare persone anziane o in difficoltà. Pensiamo, ad esempio, a chi è positivo al virus e non può uscire per andare fare la spesa”.

Ti occupa tanto tempo il volontariato?
“Dipende, ognuno dà il tempo che può. Se lo decidi di fare è perché ti piace e non stai a guardare l'orologio. Altrimenti è meglio evitare. Paura di essere contagiato? No assolutamente. Negli ultimi tempi il Comune ha ricevuto tante richieste di persone come me che volevano prestare servizio. E' bello vedere che c'è tanta volontà di dare un aiuto. Spero che in futuro aumentino i volontari perché la nostra comunità ne ha un forte bisogno”.

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