Con la crescita dei contagi e il rischio varianti, arrivano nuove regole per la scuola ai tempi della pandemia, anzi no. Dietrofront sulla decisione di far tornare, precauzionalmente, anche con un solo caso di studente positivo al Covid-19, tutta la classe in didattica a distanza. Lo aveva stabilito una circolare dei ministeri della Salute e dell'Istruzione meno di 24 ore fa.

Si trattava di una decisione presa in seguito all'aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi covid anche in età scolare. Per questo si leggeva nella circolare arrivata sul tavolo dei presidi: «Si ritiene opportuno sospendere – provvisoriamente - il programma di 'sorveglianza con testing' e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico».

Servono invece due casi di positività per i bambini dai 6 anni ai 12 (elementari e prime medie) per attivare la Dad di tutta la classe. Per gli altri studenti più grandi (che sono per l’85 per cento vaccinati) resta il sistema della «sorveglianza attiva con i tamponi»: che manda a casa solo i positivi.

Dal monitoraggio condotto dalla Regione Piemonte, nella settimana 22-28 novembre, la situazione del contagio nelle scuole registra un lieve aumento dei focolai (da 80 a 93) e delle quarantene (da 250 a 287), in linea con l’andamento generale della pandemia, ma sempre in misura molto contenuta rispetto alla totalità delle classi scolastiche presenti sul territorio piemontese. L’adesione degli studenti tra 12-19 anni alla vaccinazione è del 73,6% sulla platea complessiva in questa fascia d’età.

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