In collaborazione con Adnkronos. La meningite è una malattia infettiva che non va sottovalutata e verso la quale è fondamentale mai abbassare la guardia sulla prevenzione. Si tratta di un’infezione che invade l’organismo, in particolare strutture delicate come il sistema nervoso centrale ed è pericolosa sia per l’esito letale che può avere, sia per i danni cronici che può causare a livello neurologico. Sebbene il rischio di contrarla sia maggiore nei bambini in tenera età, permane per tutta la vita e interessa particolarmente le persone più fragili, come gli anziani o i soggetti immunodepressi.

Proprio sull’importanza della prevenzione è stato organizzato a Torino a un incontro promosso nell’ambito di "Pre-Occupiamoci della meningite", un progetto editoriale di sensibilizzazione a livello nazionale sui rischi legati a questa patologia, ideato e promosso dal Gruppo Adnkronos con il supporto non condizionante di Gsk Italia.

A confrontarsi sugli effetti della malattia meningococcica che, seppure rara, comporta esiti gravi, disabilitanti e spesso mortali, basti pensare che secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 10% dei pazienti va incontro al decesso nonostante riceva cure adeguate, mentre il 10-20% dei sopravvissuti può andare incontro ad amputazioni, danni cerebrali, perdita dell’udito, disturbi dell’apprendimento, sono stati Giovanni Di Perri, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Torino, Lorenza Ferrara, Dirigente SeReMi e Referente Attività Vaccinali della Regione Piemonte, Silvia Gambotto,  pediatra di Libera Scelta, Carlo Bruno Giorda, Direttore S.C.Diabetologia dell’Asl Torino 5. 

In Piemonte, secondo il rapporto 2021 realizzato da SeReMi (Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive) le diagnosi di meningite per qualsiasi agente batterico causale segnalate nel periodo di sorveglianza 2008-2020 sono 1.024, di cui 37 nell’ultimo anno. Tra i principali sierogruppi identificati il più frequente è quello B, seguito dal sierogruppo C. inoltre, dai dati emerge la prevalenza del batterio dello pneumococco, che riguarda il 77% delle segnalazioni, cui però segue il meningococco.

"La profilassi attuale contro le malattie batteriche è promettente e porta dei vantaggi anche collettivi, basti pensare all’alta trasmissibilità della meningite meningococcica, causata dalla Neisseria meningitidis, che si può contenere molto bene grazie al vaccino – ha spiegato il professor Giovanni Di Perri – dobbiamo tenere presente, comunque, che la vaccinazione dell’adulto dà risultati differenti in base all’età di somministrazione. In linea di massima, è meglio vaccinarsi il più precocemente possibile, poiché la risposta immunitaria sarà migliore”.

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