CAMBIANO - La Varroc ha annunciato dal prossimo primo gennaio 2027 la chiusura dello stabilimento di Cambiano e il trasferimento della produzione in Romania. Una doccia ghiacciata per gli 80 dipendenti della fabbrica, che produce fanali per auto e moto. Per loro c'è lo spauracchio della procedura di licenziamento collettivo. La comunicazione è arrivata ieri mattina, primo ottobre 2026, dopo che la notizia era stata scoperta casualmente poco prima su un sito indiano.
La decisione ha colto di sorpresa i lavoratori, che, di concerto con le maestranze sindacali, hanno subito proclamato lo sciopero e organizzato un presidio davanti ai cancelli dell'azienda. Lo stabilimento era stato aperto nel 1969 con il nome di Triom ed era diventato Varroc nel 2012, dopo l'acquisizione da parte della multinazionale indiana. Si tratta di una situazione delicata. Fino a pochi giorni fa nello stabilimento venivano effettuati straordinari e, fino all'8 agosto, avevano lavorato anche operai interinali ai quali era stato prospettato un possibile rientro a gennaio.
«Una comunicazione che mette in seria difficoltà il futuro dei dipendenti e delle loro famiglie, in un territorio – quello della provincia di Torino – colpito da una forte crisi occupazionale. Nell’esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alle/ai lavoratrici/tori, garantiamo il nostro impegno nell’affrontare un confronto con l'azienda con l'obiettivo di ottenere, in una situazione comunque molto pesante, le migliori condizioni possibili» puntualizzano da Cgil Torino. Al presidio sono intervenuti anche i consiglieri, Ernesto Saggese, Alberto Benna e Caterina Cortassa, insieme al presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco. Si sono recati davanti alla ditta per confrontarsi con i lavoratori, ascoltare le loro testimonianze e comprendere da vicino la situazione che stanno vivendo. Davide Nicco ha assicurato l'impegno della Regione per tutelare i dipendenti e le loro famiglie. Il sindaco di Cambiano, Carlo Vergnano, ha evidenziato le possibili ripercussioni economiche e sociali della chiusura, considerando che in alcuni casi nello stabilimento lavorano entrambi i componenti di una stessa famiglia. Tra le ipotesi da valutare c'è anche quella di una trattativa per ottenere almeno le buonuscite. Sulla vertenza è intervenuta anche Laura Pompeo, consigliera regionale del Partito Democratico, che si è schierata in difesa dei lavoratori e ha annunciato l'intenzione di portare la questione in Regione.
«Come consiglieri comunali di minoranza abbiamo inoltre inviato immediatamente una PEC al Sindaco, chiedendo di attivare ogni possibile interlocuzione con l’azienda, le organizzazioni sindacali e gli enti territoriali e regionali competenti, affinché si apra un confronto e vengano messe in campo tutte le azioni possibili per tutelare i lavoratori e il futuro occupazionale del nostro territorio - spiegano dal gruppo Il Centro per Cambiano - Oggi, però, prima di tutto, abbiamo ascoltato. Perché 80 lavoratori non sono un numero. Sono persone e dietro ognuna di loro ci sono famiglie, figli, mutui, progetti e anni di vita costruiti attraverso il lavoro. Ci sono persone alle quali mancano pochi anni alla pensione. Ci sono ragazzi giovani che hanno ottenuto da poco un contratto a tempo indeterminato e che oggi si trovano improvvisamente davanti a un futuro pieno di incognite. Ci sono famiglie intere che rischiano di essere coinvolte dalle conseguenze di questa decisione. Oggi abbiamo visto paura, confusione e rabbia. Ma abbiamo visto anche la volontà di capire, di reagire e di non arrendersi. La Varroc è una realtà presente sul nostro territorio da decenni e questa vicenda non riguarda soltanto chi oggi lavora all’interno dello stabilimento. Riguarda Cambiano, le sue famiglie e il suo tessuto economico e sociale». (foto tratta dalla pagina Facebook del gruppo il Centro per Cambiano)

