MONCALIERI - Invalida, con problemi di salute e senza lavoro, rischia ora di perdere a causa della burocrazia anche la casa popolare che gli era stata assegnata, in cointestazione con il padre morto da poco. E’ l’incubo che sta vivendo Luciana. La 47enne attualmente abita in un alloggio Atc in corso Trieste a Moncalieri. Ha ricevuto nelle scorse settimane una lettera di sfratto. Una doccia fredda per lei, che sperava di aver finalmente trovato un po’ di equilibrio e serenità, dopo aver affrontato mille ostacoli in una vita tutt’altro che in discesa.
Secondo l’Agenzia, Luciana non ha infatti tutti i requisiti necessari per poter continuare a stare nell’appartamento, che ha occupato dopo la scomparsa del genitore. «Sono disperata, non so cosa fare – spiega la moncalierese – se mi tolgono la casa, non ho più niente. Rischio di fare la fine di mia madre, Maria Rita, che fu trovata morta sotto un ponte a Villastellone nel 1995. Non è giusto, non possono farmi anche questo. Le Istituzioni e lo Stato Italiano mi hanno rovinato l’esistenza, non mi hanno mai difesa e aiutata».
Si tratta di un momento molto delicato per la donna. «Mi hanno intimato di abbandonare la casa già nei prossimi giorni – aggiunge Luciana – non posso tornare a vivere a Settimo Torinese dove ero prima. Lì c’è una situazione problematica con il mio ex compagno. Per Atc me ne dovrei andare da Moncalieri benché abbia firmato quasi trent’anni fa un regolare contratto di locazione insieme a mio padre per quell’alloggio popolare. Quando lui è morto, ad inizio febbraio, mi sono detta che potevo tornare a casa mia e vivere serena. Invece, no. Ho mostrato tutti i documenti in mio possesso. Ho pure preso la cittadinanza a Moncalieri, ma per l’Agenzia non basta. Ho paura di finire per strada o peggio come mia madre. Me ne sono andata da casa da giovanissima per salvarmi la vita. Non volevo essere anche io vittima di maltrattamenti e soprusi. Ho lavorato e mantenuto due figli, ma adesso ho bisogno di aiuto. Sono disperata. Sono sola, a parte i due cani che vivono con me».
«Non so più cosa fare – conclude Luciana – Nessuno mi ha aiutata davvero. Sono stata dagli assistenti sociali di Settimo, ma senza risultati concreti. Martedì avrò un incontro con quelli di Moncalieri, spero si interessino al mio caso. Non voglio perdere un’altra volta tutto. Ho già vissuto questo trauma da appena maggiorenne. Non sono un abusiva. Quell’appartamento mi spetta da contratto, che è valido e mai scaduto. Chiedo al Comune di Moncalieri di essere aiutata a trovare un tetto. Sono disposta anche a pagare le pendenze di mio padre, rateizzando. Se mi danno una mano con i costi dello spostamento, va bene anche un altro alloggio popolare, anche se preferirei rimanere lì. E’ al piano terra e per me che ho problemi di salute a muovermi quella soluzione è ideale. Ma non importa. Voglio solo un posto normale e dignitoso dove vivere in tranquillità».

