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ORBASSANO - Aula Magna piena al Polo Didattico universitario dell’Aou San Luigi Gonzaga per un appuntamento decisamente fuori dagli schemi: un vero e proprio processo all’Intelligenza Artificiale in sanità, con accusa, difesa, giudici, prove e una giuria composta dal pubblico. Quattro i capi d’accusa: privacy e responsabilità, impatto sul lavoro e sulle professioni sanitarie, dipendenza tecnologica e rischio di impoverimento cognitivo, questioni etiche nel rapporto fra intelligenza artificiale e intelligenza umana.

Un format rapido e serrato: per ogni capo d’accusa, prima la requisitoria, poi l’arringa della difesa. E quindi la parola all’imputata. L’Intelligenza Artificiale ha risposto direttamente alle accuse attraverso un video realizzato per l’occasione: sullo schermo un’immagine pulsante, una voce femminile e la replica dell’IA alle argomentazioni appena ascoltate.

Poi la sentenza è passata al pubblico. Attraverso un QR code, i partecipanti hanno votato in tempo reale e hanno visto i risultati aggiornarsi sul grande schermo. Il verdetto? L’Intelligenza Artificiale è stata assolta da tutti e quattro i capi d’accusa.

Dietro il gioco del processo, questioni che stanno già entrando concretamente nella sanità: chi è responsabile di una decisione supportata da un algoritmo? Quanto possiamo delegare senza perdere competenze? Come proteggere i dati dei pazienti? E soprattutto, come utilizzare l’IA senza impoverire la relazione di cura?

L’evento è stato organizzato dalla SIMM – Società Italiana di Leadership e Management in Medicina, in collaborazione con l’AOU San Luigi Gonzaga. Il gruppo organizzatore è stato guidato dalla nostra direzione strategica. Un pomeriggio partecipato, vivace e anche divertente per discutere seriamente di una tecnologia che è già parte del presente della sanità.