POIRINO - È stata la totale mancanza di ossigeno, ossia quella che con un termine medico viene indicata come anossia, a provocare la morte dei cinque sub italiani rimasti vittime di una terribile tragedia lo scorso 14 maggio durante un’immersione nell’atollo di Vaavu alle Maldive. Lo ha stabilito l'autopsia disposta dalla Procura di Busto Arsizio. Tra le vittime c’era anche Muriel Oddenino, biologa e ricercatrice di 30 anni originaria di Poirino.
Secondo i primi accertamenti, i cinque sub sarebbero rimasti senza ossigeno dopo aver superato il limite di sicurezza garantito dalle bombole in dotazione. Il gruppo si trovava a circa 60 metri di profondità quando l’aria disponibile sarebbe terminata. A perdere la vita sono stati Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri, la guida subacquea Gianluca Benedetti e Muriel Oddenino.
Le indagini e gli accertamenti su quanto avvenuto alle Maldive non sono ancora conclusi. I risultati degli esami autoptici dovranno essere confrontati con quelli relativi alle attrezzature, come per esempio le bombole, utilizzate durante l’immersione. Toccherà ali investigatori far luce sul perché il gruppo abbia raggiunto quella profondità e per quale motivo l’immersione sia proseguita oltre il limite ritenuto compatibile con l’autonomia delle bombole. Sono in corso anche gli esami tossicologici, che potrebbero fornire ulteriori elementi. Saranno quindi gli ulteriori accertamenti tecnici e medico-legali a chiarire la sequenza degli eventi e le eventuali responsabilità di quanto successo.

