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MIRAFIORI - Mel corso della mattinata di oggi, venerdì 9 ottobre, il presidente della Regione, Alberto Cirio, insieme al vicepresidente Maurizio Marrone e all'assessore Andrea Tronzano, ha incontrato al Grattacielo Piemonte Antonio Filosa, Ceo di Stellantis. Ovviamente, si è parlato del futuro dell'automotive sul territorio e dello storico stabilimento di Mirafiori a Torino.

«Abbiamo ribadito l'attenzione della Regione per il futuro produttivo di Torino - commenta Alberto Cirio - Continuiamo a chiedere a Stellantis di mantenere alto l'impegno sul nostro territorio e sul futuro dei lavoratori: i numeri di Mirafiori sono in crescita rispetto al 2025, ma ancora lontani dai livelli necessari a garantire la piena occupazione. Per questo sarebbe importante che a Mirafiori arrivasse un nuovo modello, per garantire produzione e posti di lavoro. Difendere l’auto significa difendere il lavoro, le competenze e il futuro del Piemonte».

«Le dichiarazioni di buone intenzioni vanno sempre bene ma Mirafiori purtroppo non può dirsi serena per quanto riguarda il futuro. Il Polo Produttivo con la sua Carrozzeria si prepara ad un ulteriore periodo di incertezza - spiega Igor Albera, responsabile settore auto per la Segreteria Fim Cisl Torino e Canavese - Serve garantire l'operatività del plant e lo si può fare solo assegnando lavoro e rinforzando l'organico. Non basta arrivare al 2030 con il cancello aperto, bisogna mantenersi in buona salute e pronti per produrre. Il 15 ci sarà un importante incontro a Roma, ci aspettiamo risposte di senso e non solo rassicurazioni generiche».

«Basta con Torino trattata come una rana da bollire a fuoco lento. Mirafiori è lo stabilimento più grande d'Europa e, per colpa degli Elkann, il più vuoto e meno produttivo. Non è accettabile - dichiarano gli esponenti piemontesi di AVS Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera, Alice Ravinale e Valentina Cera, consigliere regionali, ed Emanuele Busconi, consigliere comunale a Torino - La 500 ibrida e i cambi non bastano. Mirafiori ha bisogno di un secondo modello mass market, di volumi veri, di lavoro stabile. Non di annunci per prendere tempo mentre i lavoratori restano in cassa. Stellantis annuncia 60 miliardi di investimenti e 60 nuovi modelli al 2030, ma per Torino non c'è un piano. Tutto negli USA, niente qui. E allo stesso tempo bloccano l'arrivo di un secondo produttore. Cirio rispondendo a una nostra interrogazione ha riferito che BYD, per esempio, ha deciso di non investire in Piemonte e a Torino per mancanza di spazi adeguati: una risposta irricevibile, a fronte degli oltre 2 milioni di metri quadri oggi in grande parte deserti e fermi di Mirafiori. Se gli Elkann vogliono abbandonare l'Italia, non possono tenere sequestrato il futuro dei suoi stabilimenti. Vogliamo risposte chiare: quale secondo modello per Mirafiori? Quali volumi? Quali investimenti sull'elettrico qui a Torino? Il Governo la smetta di stare a guardare: vincoli ogni soldo pubblico a impegni occupazionali verificabili e rimuova ogni ostacolo a chi vuole produrre, investire e creare lavoro in Italia. Se Stellantis non vuole investire a Mirafiori, lasci spazio ad altri».