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MONCALIERI - «Mentre le famiglie e le piccole imprese del nostro territorio si trovano ogni giorno a fare i conti con il carovita e con una pressione fiscale ormai insostenibile, sull'area dell'ex Ilte di Moncalieri si consuma un'operazione che rischia di gravare pesantemente sulla comunità locale: il progetto per la realizzazione di un maxi Data Center. Come Forza Nuova esprimiamo la nostra totale contrarietà a un intervento che viene presentato come progresso e innovazione, ma che nei fatti rischia di scaricare sui cittadini piemontesi costi economici e ambientali del tutto sproporzionati».

Giancarlo Alciati, di Forza Nuova Torino, contesta il progetto: «Un impianto di queste dimensioni richiede una quantità d'energia enorme. La nostra rete elettrica territoriale mostra già evidenti criticità nei mesi estivi. Aggiungere un assorbimento continuo di questa portata significa mettere a duro rischio la tenuta della rete. Sarebbe inaccettabile che i costi necessari ad alimentare grandi colossi tecnologici finissero per appesantire ancora di più le bollette della luce delle famiglie piemontesi. Non meno preoccupante è l'impatto sulle risorse naturali. I sistemi di raffreddamento necessari per server di questa portata richiedono volumi d'acqua enormi, un consumo che non possiamo permetterci in un periodo in cui la tutela delle riserve idriche è una priorità assoluta per i nostri fiumi e per l'agricoltura locale».

Forza Nuova crede che lo sviluppo debba rispettare i bisogni reali di chi abita il territorio, senza sacrificare la vivibilità dei quartieri e la stabilità economica delle persone. Per questo motivo, chiede l'immediata sospensione dei processi autorizzativi. «Nelle prossime settimane saremo presenti sulle piazze e lungo le strade del territorio con una serie di manifestazioni e presidi pubblici per sensibilizzare la popolazione e invitare tutti i cittadini di Moncalieri e Torino a mobilitarsi attivamente al nostro fianco per fermare questo ennesimo mostro speculativo e difendere la qualità della vita, l'ambiente e il futuro della nostra comunità».