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TORINO SUD - Sta facendo molto discutere un possibile ridimensionamento del servizio nei centri diurni per persone con disabilità intellettiva grave e autismo. In ballo ci sarebbero circa 8mila ore annue di assistenza. A lanciare l’allarme è l’Utim (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva), che segnala gli effetti del progetto di riorganizzazione in corso tra il consorzio socioassistenziale Cisa 12, l’Asl To5 e le cooperative del terzo settore.

Il consorzio Cisa 12 comprende i comuni di Nichelino, Vinovo, None e Candiolo. Secondo quanto riportato dall’Utim, la revisione del modello organizzativo inciderebbe in particolare sui centri diurni socio-terapeutici frequentati da circa settanta famiglie. Al centro delle critiche c’è la gestione del servizio di trasporto. Da circa vent’anni, il sistema prevede il prelievo degli utenti da casa prima dell’inizio delle attività. Nel restyling, invece, il tempo del viaggio verrebbe incluso nell’orario complessivo del centro, attualmente fissato tra le 9 e le 16. Questo comporterebbe, secondo l’associazione, una riduzione effettiva di circa due ore giornaliere di attività.

Per l’Utim, questo taglio si tradurrebbe in meno tempo disponibile per laboratori, attività educative e assistenza specialistica, oltre a una diminuzione delle ore di sollievo per le famiglie coinvolte. Il termine per la definizione del nuovo accordo è fissato al 30 giugno. Dal comune di Nichelino escludono l’intenzione di ridurre le ore di servizio. L’amministrazione ha già avviato incontri tecnici con il Cisa 12 e programmato ulteriori confronti con Asl To5 e gli altri Comuni del consorzio per individuare una soluzione condivisa e rispettare le scadenze previste.