NICHELINO - Ha fatto tappa nei giorni scorsi anche al mercato di Nichelino la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare 1% Equo per tassare i grandi patrimoni e finanziare sanità, istruzione, università, diritto all’abitare e servizi pubblici.
«Mentre ci raccontano che non ci sono soldi per la sanità pubblica, per la scuola, per l’università, per il diritto all’abitare e per i servizi essenziali, una quota sempre più piccola della popolazione continua ad accumulare ricchezze immense - spiega l'assessore nichelinese, Fiodor Verzola - Noi pensiamo che sia arrivato il momento di dire una cosa semplice ma non scontata. Chi ha di più deve contribuire di più. Non stiamo parlando della classe lavoratrice, delle pensionate e dei pensionati, di chi ogni mese fatica ad arrivare alla fine. Stiamo parlando dei grandi patrimoni, di quell’1% che concentra una ricchezza sproporzionata mentre aumentano le disuguaglianze e si riducono i diritti. Ci hanno raccontato che lasciando accumulare ricchezza nelle mani di pochi ne avrebbero beneficiato tutti. È stata una menzogna e lo abbiamo sempre saputo, ma ora è evidente a tutti. I ricchi sono diventati sempre più ricchi, la classe media è stata schiacciata, i poveri sono diventati sempre più poveri e i servizi pubblici sono stati progressivamente smantellati. Oggi le disuguaglianze non sono un incidente di percorso, sono il risultato di precise scelte politiche ed economiche».
«Per questo è arrivato il momento di invertire la rotta. Chi ha di più paghi di più. Non per punire qualcuno, ma per garantire a tutti e a tutte il diritto alla sanità, all’istruzione, alla casa, al lavoro e a servizi pubblici degni di questo nome - conclude Verzola - Perché la ricchezza prodotta da una società non può continuare a essere concentrata nelle mani di pochi mentre alla maggioranza viene chiesto di rinunciare a un presente e a un futuro dignitoso. Ecco perché firmare a sostegno di questa proposta di legge. Perché un’Italia più giusta non è un sogno, ma è l’unica scelta possibile».


