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ORBASSANO - Non si placano le polemiche politiche in consiglio regionale sul progetto Tav Avigliana-Orbassano, parte della tratta nazionale Torino-Lione, che prevede una nuova linea di circa 24 chilometri (di cui 17 in galleria) con un costo di 3 miliardi di euro. La capogruppo Avs in Regione, Alice Ravinale, attacca la giunta Cirio.

«Ho portato di nuovo in Consiglio Regionale con un question time, il tema della Tav Avigliana–Orbassano: come è stato confermato dall'assessore Bussalino, la Regione è l'unico soggetto che può esprimere un parere vincolante sullo scellerato progetto presentato, con una fretta totalmente immotivata, da parte di Rfi. Per far sì che il parere non sia un adempimento formale ma consenta di entrare nel merito del progetto e di apportare le necessarie modifiche, prima che sia troppo tardi, abbiamo insistito nella richiesta di avvio di una conferenza di servizi regionale ai sensi della legislazione Via regionale - spiega Alice Ravinale - Questo progetto va fermato e ridiscusso, avallarlo sarebbe un terribile errore per il futuro dei trasporti in Piemonte, che vedrebbero risorse importantissime dirottate su quest'opera, che costa oltre 121 milioni di Euro al km, e per i territori coinvolti. Ma invece che ascoltare il grido dei territori, Cirio nega la sede di discussione tecnica prevista dalla sua stessa legge regionale, in perfetta sintonia con la vicepresidente Chiorino che aveva dichiarato l'11 febbraio che si doveva procedere "speditamente" e che talune critiche erano "strumentali". Qui di strumentale non c'è nulla: chiunque abbia compreso di che si tratta, chiunque abbia approfondito l'opera sa che questo progetto è del tutto indifendibile».

«Questa partita non finisce qui: staremo con il fiato sul collo della Regione per far sì che l'istruttoria per il parere sia seria e che il confronto richiesto da Comuni e Unione Montana non sia rinviato. Ciò che conta è il parere nella conferenza dei servizi, la discussione sull'osservatorio regionale ora è per noi fuorviante perchè il tema è intervenire sul progetto, non discuterne e monitorarne l'esecuzione - incalza l'esponente di Avs - Quello di Rfi è un progetto che si basa su studi trasportistici di oltre dieci anni fa, non più rispondenti ai bisogni reali e torneremo a insistere per l'audizione dell'Agenzia della Mobilità in seconda commissione, richiesta già a dicembre, per farci spiegare la necessità di quest'opera nel 2026 e considerando la carenza di risorse UE per il tunnel della Torino - Lione. E' un progetto che devasterà i territori dei comuni all'imbocco della Valsusa. A partire dal consumo di suolo con nuove infrastrutture invasive che cancellano aree agricole e naturali, comprometteranno terreni e risorse idriche: da questo punto di vista, l'effetto più pesante è però sulle risorse di acqua potabile, perchè 7 campi pozzi sono fortemente impattati dal progetto, tra questi alcuni alimentano l'acquedotto di Torino. Smat ha già quantificato in 50 milioni di euro il costo per lo spostamento dei pozzi interferiti. I comuni da Avigliana a Orbassano passando per Rivoli e Rivalta, si troveranno a subire scavi per circa 3 km tra Rivoli e Rivalta, una collina artificiale per ulteriori 2 km a Rivalta da utilizzare come discarica di detriti, oltre agli 8 km di tunnel da scavare nella collina morenica».

Ravinale conclude: «Tre miliardi di euro di denaro pubblico per un'opera che continua a essere presentata da RFI e dal Commissario Mauceri come inevitabile e strategica, senza che venga mai affrontato seriamente il tema dello spreco di risorse pubbliche rispetto ai reali bisogni del territorio e di un sistema di trasporto pubblico sempre più in affanno. Di questi 1 miliardo sarà a carico dal Fondo per il Trasporto Rapido di Massa, lo stesso fondo che dovrebbe servire a finanziare la Metro 1, per cui pochi giorni fa abbiamo avuto conferma che i lavori di prolungamento a Cascine Vica slitteranno ancora a fine 2027 mentre continuano a mancare 145 milioni di Euro per l'acquisto dei treni necessari a operare il servizio e per ridurre traffico ed emissioni nella città più inquinata di Italia».