ORBASSANO - Arriva una sonora bocciatura politica per il progetto definitivo di Rfi sulla linea TAV Avigliana-Orbassano. sono la capogruppo di AVS in Regione Piemonte, la consigliera Alice Ravinale, e la collega, Valentina Cera, a incalzare il governatore Cirio, chiedendogli di sentire i sindaci e convocare la conferenza dei servizi regionale.
«Il progetto definitivo di Rfi sulla linea TAV Avigliana - Orbassano è completamente diverso dal preliminare approvato nel 2011: è cambiato il tracciato, sono cambiate le necessità e gli assetti trasportistici rispetto alle ipotesi di allora, è cambiata la programmazione della TAV Torino - Lione - dichiara Alice Ravinale - A fronte di tutto questo, le richieste dei Comuni e dell'Unione Montana Valle Susa alla Regione sono ineludibili: di fatto rendono l’intesa a suo tempo rilasciata da Regione Piemonte sul progetto preliminare non più applicabile al progetto definitivo depositato da Rfi a dicembre 2025. Qui non serve il "comitato di supporto alla realizzazione dell'opera" voluto da Cirio e Bussalino, peraltro convocato soltanto una volta nel mese di marzo, ma bisogna fermarsi e rivedere in toto la localizzazione dell'opera, convocando una nuova conferenza dei servizi regionale».
«Ho sollecitato con una nuova interrogazione la Giunta a tale proposito, perché la Regione è l'unico soggetto che oggi può emettere pareri vincolanti e bloccare questa assurda accelerata di RFI, che avrebbe impatti economici e ambientali insostenibili. Un investimento di 3 miliardi di Euro pubblici non può avvenire con questa leggerezza, rispondendo a necessità ormai modificate. L'ipotesi che l'interporto SITO, infine, punto di approdo della linea, passi dalla proprietà regionale alla proprietà di privati apre degli interrogativi inquietanti sui soggetti che concretamente beneficeranno di che questo investimento monstre, in una Regione che continua ad avere enormi problemi sui trasporti pubblici. Non è troppo tardi per fermarsi e rivedere le priorità di investimento, la Regione deve tutelare il bene comune e i territori che sarebbero coinvolti dalla lunga cantierizzazione di quest'opera» aggiunge la capogruppo di Avs all'interno del parlamentino regionale del Piemonte.
«Un aspetto particolarmente inquietante del progetto presentato da RFI è quello relativo alle interferenze con pozzi e acquedotti gestiti da SMAT, che porterebbe a costi di rilocalizzazione pari a 52 milioni di Euro e all'eliminazione di 7 punti di prelievo, come sottolineato anche dal Comitato Acqua Pubblica di Torino - prosegue la consigliera di AVS Valentina Cera - Rispondendo a una nostra interrogazione, la Giunta regionale ha risposto di aver richiesto in sede di VIA "integrazioni e chiarimenti". Un po' pochino, visto che ne va della sicurezza idrica del capoluogo e dei comuni limitrofi. Non è accettabile che si metta a rischio l'approvvigionamento di acqua potabile per realizzare un progetto vecchio di 15 anni».

