PIOSSASCO - Carlo Ferrara, consigliere comunale di «Progetto Civico Italia» a Piossasco, ha portato all'attenzione del parlamentino locale tutta una serie di problematiche segnalate dalle famiglie sul trasporto scolastico.
«Le criticità riguardano le linee verso Orbassano, Torino, Pinerolo, ma anche Rivoli e Giaveno, in particolare nelle fasce di ingresso e uscita dalle scuole. Le segnalazioni parlano di autobus che raggiungono rapidamente la capienza massima, studenti lasciati alle fermate e ragazzi costretti ad attendere la corsa successiva. Sulla linea 1510, per esempio, alcuni mezzi sono arrivati già pieni alle fermate intermedie, rispetto alla prima fermata di partenza in paese, impedendo a diversi studenti di salire. Una situazione che, oltre al disagio, pone evidentemente anche un problema di sicurezza per l’utenza scolastica. Ma c’è un ulteriore aspetto che credo meriti particolare attenzione: il trasporto può condizionare le scelte scolastiche dei nostri ragazzi.
La scelta di una scuola superiore dovrebbe dipendere dalle attitudini e dalle aspirazioni dello studente, non dalla difficoltà di raggiungere quotidianamente quell’istituto. Un servizio inadeguato rischia quindi di incidere sulle opportunità formative dei nostri giovani. E non siamo di fronte a un problema nuovo. Nel settembre 2021 e nel gennaio 2025, in questa Sala Consiliare, sono stati approvati all’unanimità due Ordini del Giorno sul tema del trasporto pubblico. Oggi siamo ancora qui a discuterne. Nel frattempo, la questione è stata affrontata anche nei Consigli comunali di Bruino, Volvera e Rivalta, mentre La Stampa ha recentemente documentato problematiche analoghe nel Canavese. E vorrei ricordare anche un altro elemento.
Il Comitato “Io non salgo”, dopo un lungo percorso di mobilitazione e confronto con le istituzioni, è riuscito in passato a ottenere risultati concreti, come quelli raggiunti sul fronte dell’utilizzo dell’abbonamento Formula per gli studenti piossaschesi. È la dimostrazione che quando cittadini, amministrazione e istituzioni sovracomunali si confrontano su dati e proposte concrete, dei risultati possono arrivare. Oggi abbiamo quindi l’opportunità di ripartire da quell’esperienza. Proprio ieri, 6 ottobre, il Consiglio metropolitano ha approvato il PULS, il Piano Urbano della Logistica Sostenibile, quale piano di settore del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana di Torino.
Il PUMS è lo strumento che dovrebbe offrire una visione complessiva e coordinata della mobilità del territorio metropolitano.E allora credo sia importante, a questo punto, chiedere alla Sindaca di riferire a questo Consiglio che cosa è emerso negli incontri avuti sul trasporto pubblico, quali siano state le interlocuzioni con gli enti competenti e, soprattutto, che cosa preveda concretamente questa nuova programmazione della mobilità per il nostro territorio. Perché dobbiamo capire come le scelte che vengono fatte a livello metropolitano possano tradursi concretamente anche per Piossasco, per i nostri studenti e per i nostri pendolari. Questo dimostra ancora una volta che serve una forte trasversalità istituzionale.
Non è una questione di maggioranza o opposizione, né un problema esclusivamente di Piossasco: riguarda un territorio più ampio e, soprattutto, le famiglie e gli studenti. Anche i genitori stanno facendo la loro parte: stanno raccogliendo segnalazioni e ragionando su come organizzarsi e creare una rete capace di documentare in maniera puntuale le criticità. A questo punto dobbiamo accompagnare questa mobilitazione con un’azione istituzionale concreta. Creiamo i presupposti per un confronto urgente, coinvolgendo anche gli altri Comuni interessati, per arrivare a una verifica dei flussi scolastici e a un adeguamento effettivo del servizio. E credo sia importante che gli esiti di questo confronto tornino in Consiglio comunale, perché non possiamo limitarci a raccogliere segnalazioni: servono risposte, tempi e impegni verificabili.
Garantire agli studenti di raggiungere la scuola e tornare a casa in condizioni di sicurezza significa garantire un servizio essenziale e, allo stesso tempo, la possibilità di scegliere liberamente il proprio percorso scolastico. Su questo dobbiamo lavorare insieme, con trasversalità e concretezza, per trasformare le segnalazioni in risultati e ottenere finalmente risposte».

