TROFARELLO - La pace non è un concetto astratto: è una scelta quotidiana, spesso faticosa, che richiede il coraggio di guardare oltre le proprie ferite. Trofarello ne ha avuto una testimonianza straordinaria durante la serata dedicata alla storia di Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, candidati al Nobel per la Pace 2027. Due uomini che hanno conosciuto l’abisso più profondo: entrambi hanno perso una figlia a causa del conflitto.
Smadar, figlia di Rami, uccisa a soli 14 anni in un attentato kamikaze; Abir, figlia di Bassam, colpita a 10 anni da un proiettile di gomma mentre usciva da scuola. Davanti a un dolore che avrebbe potuto alimentare solo vendetta e odio, Rami e Bassam hanno scelto una strada diversa: si sono incontrati, riconosciuti nel lutto reciproco e uniti per trasformare la tragedia in un ponte di dialogo.
La loro testimonianza, raccolta nel libro “Mio padre tuo padre” di Luciana Ciliento e Carola Benedetto, dimostra con forza che la pace si costruisce solo insieme, anche quando la guerra tenta di distruggere culture, legami e storie umane. Ad aprire l’incontro è stata l’Assessore Emilia Tiso, ricordando come momenti del genere siano fondamentali per dare voce a chi la pace la pratica ogni giorno, diffondendo speranza per un futuro diverso.
Il sindaco Stefano Napoletano ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ribadendo che la pace è un dovere collettivo che chiama in causa ciascuno di noi, e un sentito ringraziamento alla cittadinanza per la grande e sentita partecipazione.

