NICHELINO - Cucciolo di capriolo rimasto solo e indifeso, dopo che un auto pirata ha investito e ucciso la madre: salvato dall'assessore di Nichelino, Fiodor Verzola, e affidato alle preziose cure dei medici veterinari del Canc di Grugliasco.
E' stato lo stesso assessore nichelinese a raccontare sui social quanto accaduto: «No, non è la Disney. E questa non è la favola di Bambi. Sua madre è stata investita e lui si è ritrovato da solo, indifeso, con nessuna possibilità di sopravvivenza. Quando è stato trovato, la situazione era purtroppo chiara. La madre era morta e il cucciolo aveva bisogno di cure immediate. Per questo l’ho recuperato e trasportato d’urgenza al Canc di Grugliasco (che ringrazio di cuore) dove ora si trova al sicuro nelle mani dei medici veterinari che cercheranno di accompagnarlo nella delicata fase del cambio di alimentazione e, soprattutto, verso quello che deve restare l’obiettivo finale, il suo ritorno in libertà. Se tutto andrà bene, potrà tornare nel suo ambiente naturale il prossimo anno».
L'episodio porta Fiodor Verzola ad una riflessione a più ampio respiro sulla tutela degli animali selvatici: «Questa storia però deve servire anche a ricordare una cosa fondamentale. Nella maggior parte dei casi, quando si trova un cucciolo di capriolo nascosto nella vegetazione, non bisogna assolutamente toccarlo o prelevarlo. Le femmine lasciano spesso i piccoli nascosti tra l’erba alta durante la fase di accudimento, tornando periodicamente per allattarli. Un cucciolo apparentemente solo non è necessariamente abbandonato. Intervenire senza sapere cosa si sta facendo può significare condannarlo a m0rte certa. Il contatto umano può infatti compromettere il rapporto con la madre e rendere impossibile il naturale proseguimento dell’accudimento. Per questo, prima di qualsiasi intervento, occorre sempre contattare i medici veterinari competenti o i centri specializzati nel recupero della fauna selvatica. In questo caso, invece, intervenire era necessario. E non mi sono tirato indietro. Tuttavia questa vicenda apre anche una riflessione politica. Non possiamo continuare ad affidarci esclusivamente alla buona volontà dei singoli che si trovano davanti a situazioni come questa. Serve investire risorse, serve una rete di pronto intervento veterinario per la fauna selvatica efficiente, strutturata e immediatamente operativa. Perché la tutela degli animali selvatici non può dipendere dalla fortuna di incontrare qualcuno disposto a caricarsi sulle spalle un’emergenza».

