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TORINO SUD - Lunedì 22 giugno si è concluso a Torino il processo con rito abbreviato a cinque no-vax del gruppo «Guerrieri». Erano finiti alla sbarra con le accuse di associazione a delinquere e imbrattamento. Per il primo reato sono stati tutti assolti. Mentre il giudice ha stabilito pene pecuniarie che vanno da 600 a 700 euro (sospese dalla condizionale) per i cinque in merito al secondo capo di imputazione. Altre sette persone, che avevano scelto il rito ordinario, sono state rinviate a giudizio: dovranno rispondere anche loro dell'accusa di imbrattamento.

I fatti, oggetto della sentenza, risalgono ad un periodo compreso tra il 2021 e il 2024, quando sono stati imbrattati con scritte no-vax, fatte con la vernice rossa, 25 edifici. Nel mirino dei vandali sono finite nella città di Torino e diversi comuni della provincia, come Moncalieri e Beinasco, banche, scuole, università, ospedali, cimiteri e uffici pubblici.

«Le sentenze si rispettano, sempre. Ma stamattina, leggendo sui giornali delle sanzioni a chi ha imbrattato scuole ed edifici pubblici a Beinasco e in tutto il torinese, sono rimasto davvero perplesso - commenta il sindaco di Beinasco, Daniel Cannati - Sulle minacce che ho ricevuto per settimane dai no vax, sugli insulti pesanti, sull'accusa di essere un "nazista", posso anche passare sopra: fa parte, purtroppo, anche del mio ruolo. Ma sapere che per danni che solo alle casse del Comune di Beinasco sono costati quasi 6.000 euro la multa sia di appena 600 euro mi lascia amareggiato. Perché il rispetto dei beni di tutti si insegna con l'educazione, certo, ma anche con la certezza che a un danno reale corrisponda una pena reale, e che lo Stato sappia difendersi da chi lo attacca».