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CAMBIANO - Migliaia di persone hanno invaso le vie e le piazze di Cambiano, trasformata per due giorni in una piccola Parigi, tra cavalletti, tele, colori, mostre, performance e spettacoli. Un centinaio gli espositori e 36 gli artisti in gara nel concorso di pittura estemporanea: sono alcuni dei numeri della 39ª edizione di “Cambiano come Montmartre – Arte in Fabula”, che sabato 19 e domenica 20 settembre ha riportato l’arte nel cuore del paese.

Per un intero fine settimana il centro storico ha cambiato volto. Artisti al lavoro nelle strade, opere da osservare mentre prendevano forma, esposizioni, laboratori, performance e spettacoli hanno accompagnato il pubblico in una manifestazione nata quasi quarant’anni fa proprio con l’ambizione di ricreare a Cambiano l’atmosfera della Montmartre parigina, dove l’arte esce dagli atelier e incontra le persone.

L’edizione 2026 ha preso il via sabato 19 settembre con l’inaugurazione delle mostre e lo spettacolo serale al Teatro Comunale, per entrare nel vivo domenica 20, quando il centro è diventato un grande atelier a cielo aperto. “Arte in Fabula” ha costruito il filo conduttore della manifestazione mettendo in relazione arti visive, racconto e immaginazione e proseguendo un percorso che negli anni ha progressivamente affiancato alla pittura nuove forme di espressione e di arte partecipata. Un progetto culturale che continua inoltre a costruire relazioni con il mondo della formazione e dell’arte, attraverso collaborazioni che coinvolgono realtà come il Politecnico di Torino e l’Accademia Albertina di Belle Arti.

«Vedere migliaia di persone nelle nostre strade, un centinaio di espositori e 36 artisti partecipare al concorso è il modo migliore per raccontare questa 39ª edizione – commenta Daniela Miron–. Per due giorni Cambiano è diventata davvero una piccola Montmartre: gli artisti hanno lavorato in mezzo alle persone, il pubblico ha attraversato il paese scoprendo opere, mostre e spettacoli e gli spazi che viviamo quotidianamente hanno assunto un volto completamente diverso. È questo che rende speciale questa manifestazione: la capacità di portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali e farla diventare un’esperienza collettiva».

Al centro della domenica è rimasto il concorso di pittura estemporanea dedicato a Giacomo Grosso, il grande pittore nato a Cambiano nel 1860, docente dell’Accademia Albertina e figura profondamente legata alla storia culturale del paese. Trentasei gli artisti che hanno preso parte alla competizione, realizzando le proprie opere nel corso della giornata. A giudicare i lavori è stata la giuria composta da Silvana Nota, presidente, Fulvio Donorà, Mariangela Berghelli e Valeria Scuteri. Il primo premio è stato assegnato a Roberta Binello, con l’opera n. 11, premiata per «l’originalità compositiva ed esecutiva» e per un tema «sviluppato con complessità e tecnica personale».

Il secondo premio è andato a Monia Perrone, opera n. 15, per la «grande manualità pittorica e forza espressiva di forte impatto visivo». Terzo premio a Silvio Papale, con l’opera n. 4, che si è distinta «per la ricerca all’interno di un tema classico sviluppato con una tecnica contemporanea». La giuria ha inoltre attribuito tre menzioni a Marco Poascio, opera n. 5, Simone Trotta, opera n. 29, e Gianni Poma, opera n. 36, per l’originalità e la tecnica compositiva delle opere presentate.

«Trentanove edizioni sono un patrimonio importante, ma ciò che conta è vedere che Cambiano come Montmartre continua a essere vissuta e partecipata – prosegue Miron –. La manifestazione è cambiata insieme al paese, ha accolto nuovi linguaggi e costruito nuove collaborazioni senza perdere il legame con le proprie origini. Ringrazio gli artisti, gli espositori, la giuria, le associazioni, i volontari e tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita di queste due giornate».

Una storia che negli anni ha saputo attraversare linguaggi e temi differenti, dall’arte partecipata al riuso e al riciclo creativo, dalla sostenibilità al rapporto con il paesaggio, aprendosi alle contaminazioni con il design, la formazione e l’arte sociale. Ora lo sguardo è già rivolto al 2027 e a un anniversario particolarmente significativo: la 40ª edizione di Cambiano come Montmartre.

«Quarant’anni saranno un’occasione per raccontare ciò che questa manifestazione ha rappresentato per Cambiano, ma soprattutto per immaginare ciò che potrà diventare – conclude Daniela Miron –. Il percorso verso la quarantesima edizione comincia da qui, dalla partecipazione che abbiamo visto in questi due giorni». Foto tratte dalla pagina Facebook del Comune.