TORINO - Si allunga lo stop produttivo nello stabilimento Stellantis di Mirafiori. L'azienda ha annunciato un'ulteriore settimana di cassa integrazione per la carrozzeria, dal 9 al 13 novembre 2026. Si tratta della seconda fermata nel giro di pochi giorni, ma questa volta senza l'accordo delle organizzazioni sindacali, che hanno deciso di non sottoscrivere l'esame congiunto.
Al centro della protesta ci sono le conseguenze delle continue sospensioni sulla maturazione di ferie e permessi. Secondo Fiom-Cgil e Fim-Cisl, superando la metà delle giornate mensili non lavorate, i dipendenti rischiano di perdere importanti diritti contrattuali. La richiesta di garantire comunque la maturazione dei ratei non è stata accolta dall'azienda.
Stellantis giustifica il nuovo fermo con difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali, una motivazione contestata dalla Fiom. Anche la Fim-Cisl Torino e Canavese esprime forte preoccupazione per il calo produttivo, la debolezza del mercato e la carenza di componenti elettronici, che potrebbero coinvolgere ulteriori reparti.
Le prospettive per il 2027 appaiono particolarmente difficili. I sindacati chiedono nuovi investimenti e soprattutto l'assegnazione di un altro modello allo stabilimento torinese. La sola Fiat 500 ibrida, infatti, non sembra sufficiente a garantire una ripresa stabile della produzione e a tutelare i livelli occupazionali.


