CARMAGNOLA - Non si abbassa l'allerta sullo stabilimento Teksid di Carmagnola, dove l'altro giorno si sono svolte le assemblee sindacali dedicate alle criticità che, secondo la Fiom Cgil di Torino, interessano da tempo l'organizzazione del lavoro, la sicurezza e la qualità della produzione. Al centro della protesta vi sono i mancati investimenti negli impianti, nei macchinari e nelle attrezzature dello stabilimento, una situazione che, secondo il sindacato, si protrae ormai da anni.
Durante gli incontri, i lavoratori hanno espresso forte preoccupazione per le condizioni in cui sono chiamati a operare e per le prospettive future del sito produttivo. Il malcontento, riferisce la Fiom, sarebbe cresciuto progressivamente fino a raggiungere un livello non più sostenibile, alimentato dall'assenza di interventi concreti da parte dell'azienda.
Al termine delle assemblee è stata quindi assunta una decisione condivisa con i dipendenti: proclamare due ore di sciopero al termine del turno di lavoro, come segnale di protesta nei confronti dell'azienda e per richiamare l'attenzione sulle problematiche denunciate da tempo.
Secondo il sindacato, la mobilitazione vuole evidenziare la necessità di un cambio di rotta da parte di Stellantis, con investimenti capaci di garantire la continuità produttiva e di migliorare le condizioni di lavoro nello stabilimento di Carmagnola. La richiesta riguarda non solo il sito Teksid, ma più in generale tutti gli impianti del gruppo presenti sul territorio.

