Nella giornata di ieri, al Ministero dello sviluppo economico, si è svolto il tavolo di crisi sulla ex Embraco di Riva di Chieri, dove lavorano decine di persone residenti nei vari comuni della cintura sud.. Il ministero ha accolto la richiesta delle organizzazioni sindacali di coinvolgere nuovamente Invitalia per cercare investitori interessati allo stabilimento. Il tempo a disposizione è scarso, perché la cassa integrazione terminerà a luglio. La decisione, a seguito della posizione di Ventures, l’azienda che aveva rilevato lo stabilimento e che ha dichiarato di non avere fondi sufficienti per proseguire l’attività.

Così Vito Benevento, della segreteria Uilm di Torino, e Cono Meluso, funzionario Uilm: “Non comprendiamo perché il Mise si ostini a non convocare al tavolo i soggetti coinvolti in questa vicenda (Whirlpool, Embraco e Randstad) per trovare nuove soluzioni per la reindustrializzazione e per la ricollocazione di tutti i lavoratori, visto l'esito fallimentare di Ventures. La situazione continua a essere precaria, ma una soluzione potrebbe arrivare dall’attivazione delle procedure concorsuali, che porterebbero a un possibile commissariamento in grado di traghettare l’azienda verso un nuovo progetto industriale, dando respiro ai lavoratori con nuovi ammortizzatori sociali”.

Edi Lazzi, segretario della Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile Ventures per la Fiom, rimarcano: “Oggi finalmente, dopo mesi in cui come organizzazioni sindacali lo richiedevamo, il ministero darà il mandato formale a Invitalia per trovare e incentivare nuovi soggetti e progetti industriali visto che è ormai evidente a tutti che gli attuali proprietari sono inaffidabili. Il Ministero si è inoltre impegnato a convocare la Whirlpool al prossimo incontro. Intanto la Ventures ha dichiarato di non essere in grado di pagare le tredicesime e la situazione diventa ogni giorno più pesante e insopportabile. Le iniziative continueranno, lo stabilimento di Riva deve essere reindustrializzato seriamente poiché il nostro territorio non può più reggere una situazione di deindustrialuzzazione e declino”.

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