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TORINO - Stop alle linee di montaggio della carrozzeria di Mirafiori perchè... mancano i motori. Lunedì 6 e martedì 7 luglio 2026 reparto bloccato: lo ha comunicato Stellantis ai sindacati. «I giorni di fermata produttiva continuano inesorabilmente, viene difficile credere che il problema sia legato solamente alla mancanza di motori perché basta vedere le vendite della 500. Ecco perchè è urgente avere altre produzioni», fa sapere la Fiom di Mirafiori. L'azienda, nei giorni scorsi, aveva già comunicato una fermata produttiva dal 27 luglio al 31 luglio, da coprire in questo caso con giorni di ferie.

«La fermata delle linee della Carrozzeria di Mirafiori il 6 e 7 luglio per mancanza di motori è l'ennesimo schiaffo a lavoratrici, lavoratori e al territorio torinese. A Mirafiori, come abbiamo sempre detto, la 500 ibrida non basta: mancano produzioni, investimenti, volumi e una strategia industriale, a partire dalla stabilizzazione dei lavoratori assunti solo pochi mesi fa. Siamo davanti alla conferma che il 'Piano Italia' erano solo parole vuote a cui non sono seguiti i fatti, e le istituzioni assistono inermi», dicono gli esponenti piemontesi del M5s, tra cui i deputati Chiara Appendino e Antonino Iaria e la senatrice Elisa Pirro.

Sulla vicenda interviene Gianna Pentenero, presidente del gruppo Pd in Consiglio Regionale del Piemonte: «I giorni di fermata produttiva continuano ad aumentare inesorabilmente e lo stabilimento di Mirafiori si trova ormai in un limbo intollerabile. Le rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dai vertici aziendali sul fatto che Mirafiori non chiuderà non possono bastare, specialmente se messe a confronto con la realtà quotidiana dei lavoratori. Non chiudere i cancelli non significa garantire il futuro. Senza investimenti immediati e strutturali, il rischio concreto è quello di scivolare nuovamente nel pantano della cassa integrazione, mettendo a repentaglio anche i contratti dei lavoratori interinali da poco inseriti».

Il Partito Democratico esprime forte preoccupazione in vista dell’ennesimo tavolo automotive convocato per il prossimo 14 luglio. Se da un lato Stellantis evidenzia le difficoltà del mercato, la confusione dei consumatori sulla transizione all’elettrico e gli alti costi energetici del sistema Italia, dall’altro emerge la totale assenza di una strategia pubblica per difendere il polo industriale piemontese. «Condividiamo l’allarme lanciato dai sindacati, a partire dalla Fiom, sul silenzio sconcertante delle istituzioni regionali e nazionali - prosegue Pentenero - è inutile rivendicare lo sforzo fatto per l'introduzione della 500 Ibrida se poi lo stabilimento viene lasciato monocultura e in balia delle fluttuazioni del mercato. Il Piemonte non può permettersi di perdere questo presidio industriale».