Ha un figlio autistico di 16 anni, deve lavorare, ma non ci sono posti nei centri diurni per poter assistere il ragazzo mentre lei è al lavoro. E così una mamma di Moncalieri ha denunciato l'asl To 5 e si è rivolta all'Utim, associazione che segue i malati psichici, per organizzare una manifestazione per lunedì mattina sotto la sede dell'azienda in via Vittime di Bologna. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato lo stop alla soluzione alternativa che si era trovata ai centri diurni (limitati da tempo causa Covid), ossia ricoverare il figlio in una comunità alloggio. L'Asl l'aveva proposta e la madre aveva accettato, ma poche ore prima del trasferimento la stessa azienda sanitaria ha bloccato tutto. La struttura non aveva l'autorizzazione per ospitare minori. E la madre del giovane non ci ha visto più.
L'Asl, dal canto suo, spiega: "Non si tratta di un problema economico, bensì quello di trovare una struttura autorizzata alla gestione di minori per avere massima garanzia di un’assistenza adeguata del ragazzo. I nostri operatori stanno valutando con la commissione di vigilanza dell'Asl territoriale la soluzione migliore per aiutare la madre e il ragazzo"

