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MONCALIERI - Resta in carcere il 31enne arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo la violenta aggressione ai danni di una escort avvenuta la sera del 20 agosto a Moncalieri. Poco dopo l’episodio, l’uomo avrebbe telefonato allo zio chiedendo aiuto e riferendo di avere un graffio alla mano.

Il particolare emerge dall’ordinanza con cui è stato convalidato l’arresto. L’indagato ha fornito la propria versione in tribunale, ma la richiesta di scarcerazione non è stata accolta. Secondo il giudice esisterebbe infatti il concreto pericolo di reiterazione di reati, alla luce della gravità e dell’improvvisa esplosione di violenza contestata.

Il 31enne, che soffrirebbe di problemi legati alle dipendenze, aveva conosciuto la donna attraverso i social network. I due avevano concordato un appuntamento nel residence dove vive la vittima. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tra l’arrivo dell’uomo e la successiva fuga sarebbe trascorso appena un minuto.

La donna ha riferito ai militari dell'Arma di essere stata colpita improvvisamente alla gola con un coltello e di essere riuscita a evitare un secondo fendente. Soccorsa dopo l’aggressione, è stata successivamente dimessa con una prognosi di sette giorni.

L’indagato ha invece sostenuto di essersi difeso da un’aggressione e ha negato di essere entrato nell’abitazione armato. Una ricostruzione ritenuta poco credibile dal giudice, anche perché il 31enne, dopo essere fuggito, non avrebbe contattato il 112.