I medici di base rispondono alla Regione, in modo piccato, sul tema virus. Si sono sentiti "offesi e denifrati - spiegano -, dopo aver letto che il capogruppo della Lega nel Consiglio Regionale ha attaccato la nostra categoria imputando ad una nostra leggerezzail mancato contenimento dell’epidemia sul territorio".
Nella missiva, i dottori rimarcano: "Sono mesi, dall'inizio dell’emergenza, che inascoltati chiediamo tamponi, fatti solo ai sintomatici o ai segnalati al Servizio Igiene Territoriale e neanche a tutti! (in Veneto e Lombardia eseguiti 200 mila tamponi, in Piemonte 69 mila). Con mascherine trovate di fortuna siamo rimasti in studio dal mattino alla sera, con l’angoscia al ritorno a casa alla sera, di portare il virus ai nostri cari nelle nostre case. Non ci sono state valide e univoche direttive su come certificare assenze lavorative con le ditte, senza sapere per giorni, come e a chi segnalare i casi sospetti. Abbiamo dovuto gestire pazienti a domicilio che non guarivano, anzi peggioravano. E ci veniva detto di non mandare in Pronto Soccorso se proprio non gli mancava il fiato; Altri che avevano il compito di aiutarci (partendo dal territorio) non l’hanno fatto, affrontando in ritardo l’emergenza in Piemonte, abbiano la dignità di stare in silenzio e iniziare a lavorare per le persone che soffrono".
VIRUS - La lettera dei medici di base contro la Lega in Regione: 'Offesi e denigrati'
Tra i firmatari anche dottori della Asl To 5 e To 3: ""Sono mesi, dall'inizio dell’emergenza, che inascoltati chiediamo tamponi, fatti solo ai sintomatici o ai segnalati al Servizio Igiene Territoriale e neanche a tutti"
