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CAMBIANO - Il mondo della politica locale e regionale prende posizione e scende in campo al fianco degli 80 lavoratori e lavoratrici della Verroc, azienda di Cambiano in forte crisi. «Ottanta lavoratori non possono essere solo un numero. Dietro ogni posto di lavoro ci sono una persona, una famiglia, una storia e un futuro che oggi diventano improvvisamente più incerti» sono le parole pronunciate dal presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco, che venerdì 2 ottobre è stato davanti ai cancelli dello stabilimento per portare personalmente la propria vicinanza e solidarietà ai dipendenti, dopo l’annuncio della cessazione della produzione a partire dal prossimo gennaio.

«Quella arrivata è una notizia improvvisa e difficile da accettare – commenta Nicco -. La prima cosa che sento di dire è che oggi bisogna essere accanto a queste persone, ascoltarle e far sentire loro che le istituzioni non sono lontane. Di fronte a una decisione che rischia di lasciare senza lavoro circa 80 persone, non possiamo limitarci a prendere atto di quanto annunciato. Quello che rende ancora più amara questa vicenda è che, per quanto era dato sapere, nello stabilimento il lavoro non mancava, così come le commesse. Se la scelta fosse quella di spostare la produzione in altri Paesi semplicemente per inseguire costi del personale e della produzione più bassi, sarebbe ancora più difficile da comprendere e da accettare. Perché non si può pensare al lavoro soltanto come a una voce di bilancio: dietro ci sono persone e famiglie che hanno costruito la propria vita anche attorno a quel lavoro. Sono certo che la Regione non lascerà nulla intentato e proverà tutte le strade possibili per cercare di salvaguardare l’occupazione. In situazioni come questa serve il massimo impegno e serve fare squadra: istituzioni, lavoratori, sindacati e tutti i soggetti coinvolti devono lavorare insieme per cercare una soluzione. Oggi, davanti a questi cancelli, ho voluto soprattutto portare la mia vicinanza sincera a ogni singolo lavoratore».

«Questa notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. A partire dal mese di febbraio, per far fronte a una maggiore richiesta di lavoro, erano state assunte 16 persone tramite agenzie interinali: un elemento che faceva pensare a esigenze produttive in crescita e che non lasciava immaginare una cessazione dell’attività a distanza di pochi mesi – sottolinea il sindaco di Cambiano Carlo Vergnano –. Ho già sentito il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Nicco, l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano e la consigliera regionale Laura Pompeo. Occorre costruire rapidamente un confronto con l’azienda e le parti sociali per capire le ragioni di questa decisione e quali possibilità esistano per tutelare i lavoratori. La preoccupazione è soprattutto per le persone: ci sono lavoratori che vivono soli e dipendono esclusivamente dal proprio stipendio e famiglie con figli nelle quali entrambi i genitori lavorano nello stabilimento. In questi casi, la chiusura rischia di compromettere contemporaneamente tutte le entrate da lavoro». «Accanto alle tutele immediate, occorre verificare ogni soluzione utile a salvaguardare l’occupazione e il patrimonio di competenze dello stabilimento – aggiunge Vergnano –. La speranza è che i lavoratori possano trovare una nuova collocazione nelle aziende del territorio, alle quali rivolgo un appello. Ho incontrato i dipendenti e partecipato all’assemblea nella quale le organizzazioni sindacali hanno riferito quanto comunicato dall’azienda».

Lo stabilimento di via dei Prati a Cambiano, appartenente al gruppo indiano Varroc e specializzato nella realizzazione di fanalini e sistemi di illuminazione per moto e auto, ha annunciato la cessazione della produzione per il 31 gennaio 2027. Per una decina di addetti dell’area ricerca e sviluppo, al momento, l’attività dovrebbe proseguire. Tra i dipendenti figurano residenti a Santena, Cambiano, Villastellone e nei Comuni limitrofi. «Il lavoro tiene insieme le nostre comunità. Quando uno stabilimento annuncia la cessazione della produzione, le conseguenze entrano nelle case, incidono sulle scelte delle famiglie e indeboliscono l’economia locale – dichiara il sindaco di Santena, Roberto Ghio –. La vicenda Varroc riguarda direttamente anche Santena e ci chiama a una responsabilità politica precisa: mettere in relazione le istituzioni, sostenere il confronto con l’azienda e le parti sociali e verificare quali possibilità esistano per salvaguardare l’occupazione». «Ci stiamo confrontando con Carlo Vergnano, Francesco Principi e gli altri sindaci del territorio per costruire un’azione coordinata – prosegue Ghio –. I contatti già avviati da Cambiano con la Regione Piemonte sono un primo passaggio sul quale lavorare insieme. Come sindaco e consigliere metropolitano ritengo necessario favorire il raccordo tra i Comuni, la Città metropolitana e la Regione, affinché le esigenze dei lavoratori trovino spazio nei tavoli competenti. Il territorio deve poter esprimere una posizione comune e contribuire alla ricerca di soluzioni».

A Santena, maggioranza e minoranza condividono la necessità di sostenere questo percorso. La tutela del lavoro e l’attenzione alle famiglie coinvolte costituiscono un impegno sul quale costruire una collaborazione all’interno del Consiglio comunale. «La crisi Varroc tocca anche la nostra comunità e richiede un impegno condiviso – dichiara Angelo Salerno, capogruppo di minoranza –. Sosterremo le iniziative dell’Amministrazione rivolte alla tutela dei lavoratori e al confronto con gli altri Comuni e le istituzioni competenti. Il ruolo della politica è fare in modo che tutte le possibilità vengano esaminate e che le persone coinvolte abbiano interlocutori presenti, informazioni chiare e risposte concrete. Su questo siamo disponibili a lavorare insieme». Il confronto dovrà chiarire le motivazioni della decisione aziendale e verificare le eventuali possibilità di continuità produttiva o di reindustrializzazione del sito. Parallelamente, occorrerà approfondire con le parti sociali gli ammortizzatori attivabili e gli strumenti per accompagnare i lavoratori, anche attraverso percorsi di ricollocazione che ne valorizzino l’esperienza professionale. «Difendere il lavoro significa anche difendere la capacità produttiva del nostro territorio – conclude Ghio –. In questo stabilimento ci sono professionalità che hanno un valore e che dobbiamo cercare di preservare. La priorità è verificare ogni alternativa alla cessazione della produzione e, insieme, garantire tutele e prospettive ai lavoratori. Santena farà la propria parte in un percorso comune con gli altri sindaci e con le istituzioni chiamate a intervenire».