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CANDIOLO - Non ha deluso le attese e regalato delle emozioni profonde la testimonianza intensa e toccante di Martina Marchiò, infermiera di Medici Senza Frontiere e autrice del libro “Brucia anche l’umanità – Diario di un’infermiera a Gaza”, presentato giovedì 12 marzo 2026 alle ore 21 all'aula magna dell'istituto comprensivo di Candiolo Papa Giovanni XXIII. L'evento fa parte della rassegna: «Gaza. Non distogliamo lo sguardo» realizzata dal comune di Candiolo con la collaborazione coi comuni di Piobesi e Vinovo.

«Attraverso il racconto diretto delle sue esperienze sul campo a Gaza, l’incontro ci ha offerto uno sguardo crudo e profondamente umano su una realtà segnata da sofferenza, distruzione e privazioni quotidiane - commentano la sindaca, Chiara Lamberto, e l'amministrazione comunale di Candiolo - Le sue parole hanno riportato alla luce il peso concreto della guerra sulle vite delle persone, ricordandoci con forza quanto siano indispensabili la solidarietà, l’impegno e il coraggio della testimonianza di chi sceglie di non restare in silenzio davanti a tanta ingiustizia. Grazie a Martina Marchiò per aver condiviso con la nostra comunità una storia così forte e significativa, e a tutte le persone che hanno partecipato alla serata».

Il libro di Martina Marchiò, presentato a Candiolo, è una storia vera e cruda che, si legge nella descrizione del volume, «ha il sapore della lotta, della sopravvivenza e del coraggio di chi sceglie di essere in prima linea. Uno sguardo reale su uno spaccato di mondo tanto discusso e dibattuto, che prende vita grazie al racconto quotidiano e alle storie di chi, nonostante abbia perso tutto, continua a lottare. Un ascensore emozionale che conduce il lettore in mezzo al conflitto, smuovendo la sua coscienza, ricordandogli l’importanza di alzare la voce, perché qualche volta raccontare e sapere può salvare delle vite». Per il giornalista Pablo Trincia: «La testimonianza di Martina Marchiò in questo libro ha un significato profondo. Perché racconta la storia di una donna che prima ancora di ribellarsi al silenzio ha rischiato la propria vita in una terra dove l’esercito israeliano prende di mira e uccide anche gli operatori umanitari».