MONCALIERI - La casa di via Ungaretti, che è stata sequestrata alle mafie e che l'amministrazione comunale ha richiesto allo Stato per restituirla alla comunità, è pronta ad aprire le porte. Lo ha annunciato il questi giorni, attraverso un messaggio pubblicato sui social, il sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna.
«Era un sogno, lo abbiamo trasformato in un progetto. E oggi si avvera la nostra visione di bene pubblico - spiega il primo cittadino, affiancato dal vice sindaco, Davide Guida, e dall'assessore Silvia De Crescenzo - Dentro conviveranno i nostri giovani e i nostri anni d’argento: un patto di generazioni e di futuro fondato sul valore e sull’impegno per la legalità». Sarà inaugurata il prossimo 21 marzo: «Proprio la giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Chiederemo ai ragazzi e angli anziani di scegliere il nome e l'intitolazione di questa nuova casa, che è un nuovo servizio per la città. Questo perché la legalità non è uno slogan ma un impegno quotidiano e questi sono i risultati».
E' tempo di fare il punto della situazione su quanto già fatto nell'immobile: «Era il 2022 quando abbiamo preso le chiavi della struttura che era completamente da ristrutturare - aggiungono il sindaco, Paolo Montagna, e l'assessore Silvia De Crescenzo - Oggi attraverso l'Unione dei Comuni abbiamo eseguito i lavori e siamo pronti per dare vita a due piani di edificio. Siamo in una casa grande e luminosa. Spazi in cui abbiamo tenuto contro dell'importante della qualità della vita. Di chi? Di sei persone un po' avanti con l'età. Li abbiamo chiamati "giovani da più tempo". Potranno trovare qui il piacere di vivere in autonomia, ma con un supporto concreto e quotidiano dei servizi del territorio. Avranno anche tante opportunità di vivere gli spazi esterni che sono meravigliosi». «La criminalità toglie - conclude Davide Guida - Noi restituiamo alla comunità uno spazio ampio per giovani, meno giovani e per tante attività della nostra comunità. Sarà uno spazio della città, qui tra Testona e Nasi per poter vivere e tornare a utilizzare un bene che è della città, della legalità e che costruisce futuro».

