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MONCALIERI - First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil, Unisin e Fabi hanno preso carta e penna per segnalare i problemi dei lavoratori al piano 0 della palazzina B del Polo Tecnologico di Moncalieri.

«Siamo nuovamente costretti a denunciare, per l’ennesima volta, la gravissima situazione di disagio in cui operano i colleghi che lavorano presso il piano 0 della palazzina B del Polo Tecnologico di Moncalieri. Come avevamo ampiamente previsto, con l’inizio del nuovo anno la struttura è giunta a un punto di saturazione insostenibile e ciò è causato principalmente dalla scelta di ridurre gli spazi da dedicare alla creazione di un nuovo ufficio per un responsabile e all’assegnazione di postazioni riservate a partner esterni (State Street). È paradossale e inaccettabile che i colleghi riscontrino sistematiche difficoltà nel prenotare la propria postazione per poter svolgere la propria attività in sede, cosa che tra l’altro “dovrebbe” essere sempre garantita, mentre nello stesso stabile diversi piani rimangono inutilizzati. Non è più tollerabile che una parte del personale venga sacrificata in spazi angusti e privi del necessario comfort ambientale».

A questo si aggiungono due problematiche croniche sulle quali i sindacati non sono disposti ad accettare rinvii: «Nonostante le rassicurazioni ricevute in passato, lo stato di uffici e servizi igienici continua a essere È stucchevole dover ribadire concetti basilari di decoro e benessere che dovrebbero essere garantiti a prescindere. Climatizzazione: Le temperature al piano, specialmente alla ripresa del lunedì, risultano ben al di sotto dei livelli di comfort Ricordiamo che il benessere termico è un requisito normativo, non un optional. Un’azienda che dichiara costantemente di porre il personale al centro della propria strategia non può permettere simili disparità di trattamento. I lavoratori del piano B0 non sono colleghi di “serie B” e hanno il pieno diritto di operare in un ambiente confortevole, salubre e facilmente accessibile».

«Come RSA di Moncalieri provvederemo quanto prima ad attivare gli organismi competenti per le verifiche di sicurezza e conformità. Tuttavia, chiediamo un intervento immediato e risolutivo da parte della Direzione per stabilizzare l’area, attuando le soluzioni logistiche che abbiamo già provveduto a indicare formalmente».