ORBASSANO - Continua a far molto discutere, politicamente parlando e non solo, il progetto definitivo per la tratta ferroviaria Orbassano-Avigliana collegata alla Tav. Sulla vicenda in queste ore sono intervenuti il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Andrea Suriani, e il consigliere regionale di Avs, Alice Ravinale.
«Il progetto definitivo richiede una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, non può essere considerata valida quella del progetto preliminare del 2011: il territorio è cambiato e le opere previste sono aumentate - spiega Suriani - Gallerie artificiali e viadotti, scavi per milioni di metri cubi di materiale. Impatti pesantissimi sul territorio di Avigliana, Rivoli e Rivalta. Otto chilometri di tunnel sotto la collina morenica. Circa 4 milioni di m³ di materiale scavato, di cui un milione da portare fuori dai cantieri. Circa 400 camion al giorno transiteranno sulle piste di cantiere, con interferenze sulla viabilità ordinaria e sulle provinciali. Transito da Rivoli a Orbassano. In città è previsto un cantiere strategico per la produzione di elementi in cemento armato da utilizzare nelle gallerie con lo scarto degli scavi della galleria e dei vari lavori per la posa dei binari. Nello scavo della collina morenica ci "potrebbe essere" la presenza di massi con fibre di amianto: il progetto parla genericamente di “precauzioni”, ma i rischi non sono quantificati. Cronoprogramma complessivo: oltre 8 anni. Messa in esercizio prevista non prima del 2034».
«Ho chiesto formalmente al sindaco di Orbassano di essere invitato come uditore alla Conferenza dei Servizi, per poter seguire direttamente i lavori e informare correttamente i cittadini - aggiunge il pentastellato Andrea Suriani dai banchi dell'opposizione consiliare - Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta. Credo sia fondamentale informare la popolazione, spiegare con chiarezza criticità, impatti e reali benefici (o presunti tali) di quest’opera. Grazie al supporto dei consiglieri comunali del Partito Democratico Orbassano ho potuto presentare una richiesta di convocazione di una commissione territorio a cui potranno partecipare i cittadini».
«La doppia galleria di circa 8 chilometri nella Collina Morenica tra Avigliana e Rivoli è una devastazione ambientale costosissima - quasi 3 miliardi di euro - su cui la Regione Piemonte non ha ancora le idee chiare - evidenzia la consigliera regionale, Alice Ravinale - L'unica notizia che abbiamo avuto oggi è che la fretta con cui è stata indetta la conferenza dei servizi, che ha costretto comuni e tecnici a lavorare a ritmi record durante la pausa natalizia, è totalmente ingiustificata: stando alla risposta della Regione, infatti, occorre aspettare gli atti della Via, su cui il Ministero dell'Ambiente ha richiesto a RFI un'integrazione alla documentazione. Scavi a cielo aperto per circa 3 chilometri tra Rivoli e Rivalta, una collina artificiale per ulteriori 2 chilometri a Rivalta da utilizzare come discarica di detriti, un ponte ferroviario da 500 m a 4 campate, il rifacimento di buona parte dello Scalo di Orbassano e dello svincolo ferroviario Bivio Pronda a Grugliasco: stiamo parlando di una cantierizzazione che potrebbe potenzialmente comportare impatti e ripercussioni di notevole entità in termini di consumo e contaminazione di suolo agricolo, inquinamento atmosferico e acustico, rischi sanitari per presenza di detriti di scavo contenenti amianto. E poi ancora danni alle falde acquifere, interferenza con pozzi a uso idropotabile a servizio della Città di Torino, impatti sugli ecosistemi e aree oggetto di tutela (Parchi naturali e SIC), interferenze di lungo periodo con la viabilità provinciale, criticità di accesso degli utenti agli ospedali di Rivoli e San Luigi Gonzaga di Orbassano. Tutto questo mentre mancano le risorse per far funzionare il TPL in Piemonte - dai ritardi per i pendolari, basti pensare all'odissea quotidiana sulla linea Pinerolo-Chivasso, alla gara sul trasporto extra-urbano torinese, alla realizzazione delle metropolitane di Torino - e mentre la TAV resta un miraggio, visto l'aumento dei costi certificato dalla Corte dei Conti UE (+127%) e il fatto che le risorse europee necessarie non saranno disponibili nemmeno nel prossimo settennato. Se la Regione vuole fare gli interessi del Piemonte, invece che inseguire chimere, dovrebbe dirigere le risorse su progetti che servono davvero ai territori».

