ORBASSANO - La sindaca di Orbassano, Cinzia Maria Bosso, risponde al consigliere di minoranza, Andrea Suriani, che aveva attaccato l'amministrazione sulla situazione del patrimonio comunale. «A tutela dell’immagine del comune, del lavoro svolto dal personale dipendente, dall’Amministrazione comunale e della corretta informazione verso i cittadini comunico che abbiamo proceduto per il tramite degli uffici con una ricognizione delle convenzioni in essere con le associazioni del territorio, anche in seguito al pensionamento e all’avvicendarsi del personale che si occupava del settore - spiega la prima cittadina - In seguito sono state disposte le richieste di rimborso degli importi dovuti a titolo di spese e canoni secondo quanto previsto dagli accordi convenzionali stipulati. Sono seguiti incontri di confronto e verifica dei conti tra gli uffici e le associazioni che hanno portato nella quasi totalità dei casi al pagamento del pregresso in un’unica soluzione o attraverso un normale piano di rateizzazione. Residuano, in attesa di definizione due situazioni che non riguardano associazioni orbassanesi che sono attenzionate dagli uffici. Al netto delle suddette situazioni, ad oggi gli importi da riscuotere sono pari a circa 20.000 euro».
Interviene per fare chiarezza la sindaco: «Gli adempimenti contabili atti a dare garanzie al bilancio quali le iscrizioni delle poste hanno seguito l’iter previsto. Un apposito regolamento adottato anche alla luce degli orientamenti normativi, ci permetterà di procedere con le assegnazioni al Centro per l’Impegno Pier Santi Mattarella di alcuni locali alle associazioni d’Arma e non appena perverrà l’autorizzazione regionale all’associazione Fidas, donatori di sangue; seguirà l’assegnazione dei restanti locali, attraverso avvisi pubblici e così per tutte le altre realtà. Non è possibile comprendere le affermazioni incoerenti e totalmente insussistenti che sembrano più orientarsi sul cercare di screditare l’operato dell’amministrazione che nel cercare di contestualizzare le situazioni. Le paventate “gravi responsabilità politiche”, le gestioni fallimentari, opache e le mancate tutele delle associazioni, possono considerarsi proprio dalla summenzionata esposizione delle insinuazioni prive di ogni fondamento. Nessuna associazione orbassanese anche a seguito del difficile periodo vissuto durante il Covid 19 e negli anni a seguire ha dovuto chiudere definitivamente la sua attività. Secondo i fatti denunciati, noi avremo dovuto chiedere di restituire le chiavi dei locali per essere formalmente a posto con la firma della convenzione, sfrattando le associazioni. La nostra Amministrazione, inoltre, ha predisposto degli aiuti economici diretti alle associazioni per fronteggiare il periodo di chiusura e la totale assenza di entrate associative, a fronte delle spese fisse per le utenze. Secondo questa logica persecutrice avremo dovuto richiedere il rimborso del pregresso in quel preciso momento. Richieste di rimborso fatte poi pervenire successivamente al momento della ripresa. Le associazioni orbassanesi hanno potuto riprendersi e svolgere la loro importante attività con il supporto della nostra amministrazione, senza sentire l’ulteriore peso della burocrazia».
«L’indirizzo dell’organo politico di adeguare in modo trasparente le situazioni al nuovo quadro normativo, seguito poi dall’operato degli uffici attualmente in corso, che sentitamente ringrazio nelle persone, del Dirigente del 3° settore, del personale dell’ufficio patrimonio, del dirigente dei servizi finanziari, del personale della Ragioneria e il segretario generale con i suoi collaboratori, per il massacrante lavoro di ricognizione che oggi sta portando i suoi frutti, nonostante le continue interrogazioni ed accessi agli atti che si aggiungono al già difficoltoso lavoro. La mia Amministrazione continuerà, come negli ultimi 17 anni ad agire con senso di realtà, a servizio e a garanzia degli interessi di tutti i cittadini, con gli strumenti a disposizione e il rispetto per la buona fede dei soggetti coinvolti, fino a prova contraria - conclude Cinzia Bosso - Le ormai conosciute modalità attraverso le quali opera una particolare parte politica che guarda ai fatti come opachi, scandalistici, allegri, di interesse personale e di amichettismo, dipinge una realtà parziale e fortemente distorta. Chissà come mai questi atteggiamenti sono sempre a discapito delle forze politiche diverse dalla sua. La ricerca del fatto scandalistico a tutti i costi, i titoloni ad effetto, sembrano più configurare il fenomeno dello sciacallaggio politico, che unito ad una parziale informazione per assenza di contraddittorio, concorrono alla denigrazione e al discredito dell’avversario politico. Si tratta di squallide tecniche dalle quali prendo le distanze e che i cittadini sanno riconoscere! Rimane per me aperto un interrogativo, quale apporto e quali benefici queste pseudo denunce si riflettono sulla vita e sul lavoro delle nostre associazioni».

