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ORBASSANO - In occasione del Giorno della memoria la Città di Orbassano, nel corso della giornata di ieri 27 gennaio 2026, ha omaggiato la pietra d'inciampo dedicata a Giuseppe Berruto e quindi ha organizzato una serata per riflettere, emozionarsi, ricordare alla sala teatro Sandro Pertini proprio l'orbassanese che ha dedicato la propria vita alla divulgazione di quanto accaduto e alla trasmissione della memoria alle giovani generazioni. A seguire c'è stata la proiezione del film «L'ultima volta che siamo rimasti bambini» di Claudio Bisio.

«In questo giorno di 81 anni fa si aprirono i cancelli dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau - ha ricordato il sindaco, Cinzia Maria Bosso - e rivelarono l’orrore della Shoah e dei sopra vissuti. Un momento folle e vergognoso della storia in cui i tutti i diritti umani furono negati, la dignità umana calpestata, milioni di vite annientate. Una pagina indegna della nostra storia che non deve essere dimenticata. Negli anni abbiamo organizzato momenti, testimonianze, commemorazioni per mantenere viva la memoria di tutto ciò, il ricordo, il racconto: in questa serata abbiamo voluto ricordare, in particolare, il nostro caro concittadino Beppe Berruto, deportato e sopravissuto, che ha dedicato gran parte della sua vita a raccontare la sua esperienza nelle scuole, nelle associazioni, in giro per il mondo. Un lavoro straordinario, composto di tanto materiale frutto di studio, ricerche e racconti vissuti. La famiglia di Beppe, in particolare la moglie Marisa che ringrazio, ha donato al nostro Comune il tanto materiale raccolto e prodotto negli anni. Ne avremo cura e lo terremo per quello che è, ovvero un “tesoro di Memorie” che verrà adeguato ai nuovi mezzi audiovisivi e messo a disposizione di tutta la nostra Comunità».

«Un “tesoro di Memorie” utile per capire, per scuotere le coscienze, per riconoscere i mostri che, per dirla con le parole di Primo Levi, sono troppo pochi per essere davvero pericolosi - ha concluso la prima cittadina - Utile affinché non accada un’altra volta, per comprendere che il pericolo non è passato e che i focolai di fenomeni di antisemitismo e di discriminazione sono nuovamente oggetto di preoccupazione ormai da un po’ di tempo. Dobbiamo tutti stare attenti a non alimentare la rete dell’odio, schierandoci contro l’altro, esprimendo giudizi o peggio strumentalizzando azioni, presenza, silenzio. Ricordiamo, ogni giorno di tutto l'anno, che giudicare l’altro è una forma di discriminazione e di negazione indiretta, potente e annientante, della liberta di ogni singolo individuo».