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POIRINO - La decisione presa dall'amministrazione comunale di Poirino di uscire dal Consorzio Socio-assistenziale del Chierese ha fatto, soprattutto politicamente, molto discutere. Sulla vicenda è tornato in questi giorni lo stesso sindaco, Nicholas Padalino, che attraverso i social ha motivato il perché della decisione assunta dal suo esecutivo.

«Tale scelta, molto forte, deriva non da una valutazione sommaria e superficiale come qualcuno afferma pubblicamente, ma è frutto di attenta e scrupolosa analisi che dura da oltre due anni - spiega il primo cittadino di Poirino - Ovviamente non mi aspetto il sostegno di chi ha corso alle elezioni contro di me e che non perde occasione per contestarmi, ma ciò che per me conta è che voi continuiate ad avere fiducia nelle Istituzioni e in questa Amministrazione e soprattutto che non abbiate mai il dubbio che il sindaco, un assessore o la giunta comunale, prendano decisioni sommarie e in maniera affrettata. Cambiare consorzio è una decisione forte, che rivendico in prima persona, ma son certo che sia la scelta migliore per tutti voi poirinesi. Qualcuno crede (o gli conviene credere) che tale decisione sia un capriccio di partito, perché il mio colore politico è diverso da quello della maggior parte dei sindaci che compongono il consorzio di Chieri, ma la verità è molto più semplice: quel Consorzio sta attraversando una profonda crisi già dal 2023 (da ben prima che diventassi Sindaco!): mi è bastato leggere numeri e documenti per capire quale scelta compiere nell’esclusivo interesse dei poirinesi».

«Ciò che ha funzionato per vent’anni, non è detto che funzioni per sempre: questi sono soltanto alcuni dei pochissimi episodi (prestate attenzione alle date!) che hanno indotto questa Amministrazione a fare un cambio drastico nella gestione delle politiche sociali - conclude il sindaco di Poirino - Con la mia squadra siamo già al lavoro, per rendere questo passaggio quanto più morbido possibile, senza particolari criticità per l’utenza finale e con la consapevolezza che le nuove politiche sociali, dal 2028, saranno potenziate e migliorate rispetto quelle esistenti. Cambiare spaventa, ma a volte è necessario».