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ORBASSANO - Da mesi attende di poter accedere a una terapia innovativa indicata dai medici come la migliore opzione per la sua malattia. La vicenda una 55enne affetta da microcitoma polmonare a piccole cellule e in cura all'ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, sta facendo molto discutere. In ballo ci sono il diritto alle cure e alla salute e l'annoso tema dei tempi necessari per rendere disponibili i nuovi farmaci oncologici.

La paziente ha deciso di rendere pubblica la propria storia, prendendo carta e penna e scrivendo a «Specchio dei tempi». La malattia corre e il tempo stringe per la 55enne. L'équipe che la segue avrebbe individuato come possibili alternative terapeutiche i farmaci innovativi Tarlatamab e Lurbinectedina, ma il percorso autorizzativo e di rimborsabilità ne avrebbe ritardato la disponibilità. Secondo quanto riferito dalla paziente, il problema non riguarderebbe l'ospedale, che ha fatto tutto il possibile per ottenere il trattamento. Il guaio è l'iter buracratico a livello nazionale per l'autorizzazione dei medicinali di nuova generazione.

Dall'ospedale San Luigi di Orbassano fanno sapere che alla fine del 2025 era stata inoltrata all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) una richiesta di accesso precoce alla Lurbinectedina, respinta nel febbraio 2026. Il 30 aprile scorso, è stata presentata una nuova richiesta per il Tarlatamab, che ha ottenuto il via libera dell'Aifa il 18 giugno. Il giorno seguente il San Luigi ha provveduto a ordinare il farmaco dall'estero. Resta però l'incognita dei tempi di consegna. Al momento non è possibile indicare una data certa per l'arrivo del medicinale: le stime parlano di circa due o tre settimane, ma senza garanzie. A sei mesi dalla prima richiesta, il trattamento non è ancora disponibile.