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TORINO SUD - Un’organizzazione ampia, ramificata e capace di adattarsi anche ai momenti più difficili. È il quadro che emerge dall’inchiesta su un vasto traffico di droga che ruota attorno a Torino e alla sua cintura sud. Sono 56 gli imputati coinvolti, accusati a vario titolo di gestire un sistema di spaccio che, secondo gli investigatori, non si è mai fermato nemmeno durante la pandemia covid.

Le sostanze sequestrate parlano chiaro: hashish, cocaina e marijuana distribuite in diversi comuni, tra cui Nichelino, Moncalieri, Beinasco, Collegno e Volvera. Le indagini, avviate nel 2019 dai carabinieri, hanno individuato a Beinasco uno dei centri nevralgici dell’attività, gestito da una famiglia che si occupava non solo della suddivisione delle dosi ma anche di un efficiente servizio di consegna a domicilio.

Accanto a questa struttura, sono emerse figure diverse per età e modalità operative: dal settantenne con precedenti, trovato in possesso di cocaina, ai giovani che utilizzavano piattaforme digitali come Telegram per organizzare vendite e incontri.

Non mancavano metodi più “tradizionali” ma altrettanto efficaci, come le consegne rapide dal finestrino dell’auto o gli spostamenti con mezzi pubblici per evitare sospetti. Un sistema fluido, capace di rinnovarsi e adattarsi. La prossima udienza è fissata per il 24 aprile, quando il procedimento entrerà nel vivo.