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BEINASCO-SANTENA - Si è conclusa con la consegna spontanea al carcere Lorusso e Cutugno di Torino la latitanza di Diego De Glaudi, 36 anni, residente a Volpiano e ritenuto dagli investigatori una figura centrale della cosiddetta «banda della marmotta», il gruppo criminale accusato di aver assaltato numerosi bancomat in Canavese e in altre regioni italiane utilizzando esplosivi.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Vercelli, De Glaudi avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione dei colpi: non solo nella pianificazione, ma anche nel reclutamento e nell’addestramento dei componenti del gruppo. Gli inquirenti gli attribuiscono inoltre il coordinamento operativo delle azioni e la gestione dei rapporti con la componente foggiana dell’organizzazione.

L’uomo era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Vercelli nell’ambito di una vasta operazione che ha coinvolto undici persone residenti tra il Torinese e il Foggiano. Sette indagati sono finiti in carcere, mentre per altri quattro è stato disposto l’obbligo di firma.

Le indagini erano partite dopo l’assalto alla filiale Bnl di Santhià del dicembre 2023 e hanno successivamente collegato il gruppo a numerosi altri colpi avvenuti nel corso del 2024, tra cui quelli a Borgo d’Ale, Saluggia, Sandigliano, Crescentino, Strambino, Favria e Mazzè. E ancora la Cassa di Risparmio di Savigliano a Santena e lo sportello Unicredit di Borgaretto. Tra gli episodi più gravi figura proprio quello all’Unicredit di Favria (nelle foto), dove l’esplosione aveva provocato danni tali da rendere inagibile parte del condominio che ospitava la banca.

Gli investigatori hanno ricostruito un’organizzazione strutturata e ben equipaggiata, capace di utilizzare auto con targhe clonate, jammer elettronici e basi logistiche intestate a prestanome. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati circa 20 chili di polvere da sparo, due automobili e una moto.