Sembrava giunta alla fine la storia di Alessandro Avenati, l'uomo che sei anni fa aveva denunciato ai carabinieri la scomparsa del figlio di nemmeno due anni, portato via dalla madre croata e sua ex compagna. La donna e il piccolo erano stati rintracciati a Spalato, con la giustizia che aveva deciso come il bimbo dovesse rimanere con il padre. Negli scorsi giorni l'uomo aveva ricevuto una lettera dai ministeri italiano e croato che indicavano il 27 giugno come data in cui padre e figlio si sarebbero ricongiunti.

Ma una volta arrivato all'appartamento della ex compagna, l'ennesimo intoppo: era tutto pronto: «Dovevano presentarsi uno psicologo e un'interprete croato e invece non si sono fatti vivi - spiega l'uomo, assistito dall'avvocato Gabriella Vogliotti -,  senza contare che ho trovato una folla che protestava: io non sono mica un mostro, mio figlio ho intenzione di crescerlo, stargli vicino, portarlo nelle migliori scuole. Ora non so cosa capiterà, il ministero mi deve dire come intende agire affinchè il mio bambino torni a casa con me».

Avenati in questo periodo ha avviato un percorso per saldare sempre più il legame con il bimbo, con diversi viaggi in Croazia. Ma la storia ancora non è finita. 

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