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NICHELINO - Si è concluso con una condanna il processo relativo agli abusi edilizi contestati in un'area di via Mascagni, a Nichelino. Nella giornata di lunedì 13 luglio 2026 il tribunale di Torino ha inflitto a una donna di 51 anni di etnia sinti una pena di un anno e cinque mesi di reclusione per abuso edilizio, violazione dei sigilli e altri reati collegati. La stessa imputata è stata invece assolta dall'accusa di ricettazione.

L'inchiesta riguarda una serie di costruzioni realizzate senza le necessarie autorizzazioni in un'area sottoposta a particolari vincoli ambientali per la vicinanza al torrente Sangone. Nel corso degli anni, secondo quanto emerso nel procedimento, sarebbero sorte diverse abitazioni abusive.

La villetta oggetto del processo era stata sequestrata dai carabinieri nel 2021 quando il cantiere era ancora in fase di realizzazione. Secondo l'accusa, nonostante l'apposizione dei sigilli da parte dell'autorità giudiziaria, questi sarebbero stati successivamente violati per consentire il completamento dei lavori e permettere alla proprietaria e alla sua famiglia di trasferirsi nell'immobile.

Per quanto riguarda l'accusa di ricettazione, relativa ad alcuni elettrodomestici trovati all'interno dell'abitazione, il tribunale ha invece pronunciato una sentenza di assoluzione, non ravvisando responsabilità in capo all'imputata.