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NICHELINO - Meno di un mese dopo l'arresto con l'accusa di tentato omicidio nei confronti del marito, una donna di 69 anni è tornata in manette per un nuovo episodio di violenza avvenuto questa volta nell'abitazione della figlia, dove stava scontando gli arresti domiciliari.

L'episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di sabato 25 luglio 2026 a Nichelino. La donna, ospitata dalla figlia in sostituzione della detenzione in carcere, avrebbe improvvisamente aggredito la familiare, colpendola con calci e pugni al termine di una convivenza che, secondo quanto emerso, era diventata sempre più difficile negli ultimi giorni. La 69enne, considerata una persona fragile e sottoposta a una terapia quotidiana, avrebbe dato in escandescenze senza un apparente motivo, provocando il ferimento della figlia.

Dopo la richiesta di intervento al 112, entrambe sono state trasportate all'ospedale di Moncalieri. Qui la donna si è allontanata dal pronto soccorso prima di essere rintracciata dai carabinieri, che l'hanno arrestata con l'accusa di lesioni. La figlia ha successivamente formalizzato la denuncia nei suoi confronti.

Dopo due giorni trascorsi nelle camere di sicurezza dei carabinieri, questa mattina la 69enne è comparsa in tribunale a Torino per l'udienza di convalida. Il giudice ha convalidato l'arresto. La donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere e, su richiesta della difesa, sarà sottoposta a una perizia psichiatrica.

La vicenda arriva a poche settimane dal grave episodio avvenuto il 4 luglio nell'abitazione di famiglia a Ciriè, quando la 69enne aveva ferito con un coltello il marito al termine di una lite. Sebbene l'uomo avesse riportato ferite non gravi, la procura continua a contestare nei confronti della donna l'ipotesi di tentato omicidio.