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NICHELINO - Sta facendo molto discutere il destino del branco di quattro o cinque cinghiali che giovedì 16 luglio ha invaso la carreggiata della Tangenziale Sud provocando rallentamenti, code e la temporanea chiusura del traffico in entrambe le direzioni. L'episodio si è verificato nel tratto compreso tra gli svincoli di Debouché e Stupinigi, nel territorio comunale di Nichelino.

«Si tratta di una situazione che, comprensibilmente, imponeva un intervento rapido per garantire la sicurezza della circolazione e l'incolumità delle persone, obiettivo che considero prioritario e sul quale non può esistere alcuna ambiguità - commenta l'assessore nichelinese, Fiodor Verzola - Proprio per questo, tuttavia, risulta quantomeno incomprensibile che il Comune di Nichelino non sia stato preventivamente informato né coinvolto nelle comunicazioni relative a un intervento che interessa direttamente il territorio cittadino. Ancora una volta siamo venuti a conoscenza dei fatti esclusivamente attraverso gli organi di stampa».

«A seguito di una richiesta di chiarimenti mi è stato inizialmente riferito che i cinghiali erano stati catturati mediante gabbie trappola e che sarebbero stati successivamente liberati. Poche ore dopo, sempre attraverso gli organi di informazione, ho appreso invece che, a seguito di una valutazione effettuata con la Regione Piemonte, gli animali sarebbero stati abbattuti. Se tale ricostruzione dovesse essere confermata, ritengo doveroso esprimere una ferma condanna sia nel merito sia nel metodo».

«Nel metodo, perché non è accettabile che un'Amministrazione comunale venga sistematicamente esclusa da interventi di questa rilevanza che riguardano il proprio territorio - specifica Fiodor Verzola - Nel merito, perché pur comprendendo pienamente le esigenze di tutela della sicurezza pubblica, una volta avvenuta la cattura degli animali e quindi eliminata la situazione di pericolo immediato, risulta legittimo chiedersi quali siano state le valutazioni tecnico scientifiche che abbiano reso inevitabile il loro abbattimento, piuttosto che l'adozione di soluzioni alternative. Da anni sostengo che la gestione della fauna selvatica richieda competenze, pianificazione e strumenti scientifici, non scorciatoie. Continuare a considerare l'abbattimento come risposta pressoché automatica alle criticità significa perseguire un modello gestionale che non condivido e che considero profondamente sbagliato. Purtroppo questa impostazione appare perfettamente coerente con la linea politica portata avanti dalla Regione Piemonte, diretta emanazione dell'attuale Governo nazionale, e con un'impostazione culturale che continua a distinguere gli animali in due categorie, quelli domestici da tutelare e quelli selvatici da eliminare. È una contraddizione evidente. Da una parte si enfatizza l'inasprimento delle pene per i reati di maltrattamento degli animali, trasformandolo in uno strumento di propaganda politica. Dall'altra si continua a rispondere alle problematiche legate alla fauna selvatica quasi esclusivamente attraverso l'abbattimento, come dimostrano anche le recenti scelte legislative in materia venatoria».

La tutela degli animali non può essere selettiva né piegata alle convenienze politiche del momento, secondo l'assessore Verzola: «O si riconosce valore alla vita animale nel suo complesso oppure si sta semplicemente costruendo una narrazione utile al consenso. Per tale ragione ho già richiesto agli uffici competenti e all'Ufficio Tutela Animali della Città di Nichelino una relazione dettagliata sull'intervento odierno, sulle modalità operative adottate, sui soggetti coinvolti, sulle motivazioni tecnico veterinarie che avrebbero condotto all'eventuale abbattimento e sulle comunicazioni intercorse tra i diversi enti. Qualora i fatti dovessero essere confermati così come riportati dagli organi di stampa, ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa istituzionale a tutela del percorso che la Città di Nichelino porta avanti da anni in materia di diritti degli animali, di gestione etologica della fauna e di promozione di un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e non su logiche esclusivamente soppressive. La sicurezza delle persone è un principio che nessuno mette in discussione. Proprio perché la sicurezza era stata ripristinata attraverso la cattura degli animali, è doveroso comprendere perché l'unica risposta ritenuta possibile sia stata ancora una volta l'abbattimento».