NICHELINO - Le gallerie verdi delle stanze di verzura tornano a definire il disegno del giardino, i parterre recuperano la loro geometria storica e il giardino di levante diventa il primo spazio di accoglienza del percorso di visita. Il progetto di recupero del giardino storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi restituisce leggibilità a una parte significativa del paesaggio che circonda la residenza sabauda e introduce nuovi strumenti di fruizione per il pubblico: percorsi più accessibili e una applicazione digitale personalizzata che accompagna la visita. Tra gli interventi realizzati anche la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante che nell’Ottocento visse a Stupinigi e che qui trovava spazio anche per le proprie abluzioni. L’antica piscina è oggi evocata attraverso una composizione vegetale che ne riproduce la forma, con specie capaci di garantire una fioritura stagionale che suggeriscono, con il colore, la presenza dell’acqua.
Il progetto è stato sviluppato dalla Fondazione Ordine Mauriziano in collaborazione con la Struttura Tecnica dei Giardini della Reggia di Venaria ed è stato finanziato dal PNRR per un importo di 2 milioni di euro circa, nell’ambito del programma dedicato alla valorizzazione dei parchi e dei giardini storici.
LA STORIA DEL GIARDINO
Il giardino della Palazzina di Caccia di Stupinigi rappresenta una straordinaria testimonianza dell’evoluzione dell’arte dei giardini tra XVIII e XIX secolo. Nasce nel 1740 su progetto del francese Michel Benard, direttore dei Reali Giardini, e si inserisce nel sistema territoriale ideato da Filippo Juvarra per la residenza. L’impianto originario era impostato secondo il modello del giardino formale di tradizione francese: un grande spazio organizzato attorno al tondo retrostante la Palazzina, con viali radiali, parterre ornamentali e architetture vegetali che mettevano in relazione l’edificio con il territorio delle rotte di caccia.
Sotto il dominio napoleonico il giardino subisce un sostanziale impoverimento con l’eliminazione di ogni struttura che serve a modellare e creare la perfetta simmetria del verde. Nel corso dell’Ottocento il giardino fu oggetto di un parziale riordino secondo il gusto inglese-paesaggistico. Marcellino e Giuseppe Roda introducono elementi in stile romantico come boschetti inglesi, un lago artificiale inserito in un padiglione in stile cinese e nuove specie esotiche, senza alterare però la struttura geometrica originaria juvarriana. L’ultimo intervento significativo risale all’inizio del Novecento quando Alessandro Scalarandis, già Capo giardiniere a Monza, ridisegnò il giardino fiorito di levante introducendo piante esotiche di alto fusto.
Nel tempo, la progressiva perdita della funzione di residenza reale e una manutenzione discontinua hanno portato a una parziale perdita della leggibilità del disegno originario. Con l’inizio della Seconda guerra mondiale e la promozione della coltivazione di qualsiasi terreno dal governo fascista per far frante ai razionamenti alimentari, il giardino storico fu trasformato in un orto di guerra, un campo coltivato a pomodori, patate, fagioli e altri ortaggi che venivano in gran parte inviati all’Ospedale Mauriziano di Torino per l’alimentazione dei malati.
IL PROGETTO DI RESTAURO
Il progetto di recupero nasce da un lavoro di rilievo e studio redatto nel 2022 grazie a un finanziamento della Regione Piemonte, che ha messo in relazione lo stato attuale del giardino con la documentazione storica.
Il primo lotto di interventi ha riguardato le aree più prossime alla Palazzina e in particolare il recupero, secondo i disegni del Settecento, delle stanze di verzura, chiamate Apartaments verts, rispettando forme, dimensioni, alberi e arbusti del tempo: le gallerie vegetali laterali costituite da 4 filari di alte siepi di carpino nero, perfettamente simmetriche e speculari, rappresentano il cannocchiale prospettico che indirizza lo sguardo verso il centro del giardino e allo stesso tempo sono un luogo dove passeggiare e sostare su panchine all’ombra creata da piante di acero campestre e tiglio. Sono stati ricreati, secondo i disegni ottocenteschi, i due grandi parterre erbosi, delineati da una striscia di ghiaia rossa e da una piattabanda piantumata con tassi piramidali allineati rigorosamente secondo gli assi principali della Palazzina: con la loro regolare forma e simmetria si connettono e intersecano con il giardino e il territorio circostante.
Il Giardino di Levante, primo spazio di accesso al giardino dal percorso di visita, ha conservato la pregressa configurazione spaziale con l’inserimento di zone con specie vegetali arbustive perenni alternate a manti erbosi e alberi ad alto fusto, anche di specie esotiche, testimonianza degli interventi eseguiti in epoca ottocentesca in stile paesaggistico inglese. A seconda delle stagioni si potranno ammirare i colori della natura con le fioriture primaverili delle magnolie, tulipani, il verde intenso estivo e il foliage autunnale delle specie presenti. In quest’area è stata inoltre riproposta la memoria della vasca di Fritz, attraverso un intervento paesaggistico che restituisce un episodio della storia della residenza legato alla presenza dell’elefante donato dal Viceré d’Egitto a re Carlo Felice nella prima metà dell’Ottocento.
Il progetto ha previsto anche l’installazione di un impianto di irrigazione, l’estensione dei sistemi di videosorveglianza e wi-fi, la realizzazione di un punto di erogazione di acqua potabile e di servizi igienici dedicati ai visitatori.
IL FINANZIAMENTO PNRR
Il restauro di una parte significativa del giardino storico è stato reso possibile grazie al finanziamento del PNRR dedicato alla valorizzazione dei parchi e dei giardini storici. Il progetto si inserisce in un programma più ampio di recupero del giardino interno alle mura della Palazzina, sviluppato a partire da uno studio di fattibilità realizzato nel 2022. Il finanziamento Pnrr ha consentito la realizzazione di un primo lotto di lavori, concentrato sulle aree più prossime dell’edificio storico.
ACCESSIBILITÀ E NUOVI SERVIZI
Il progetto ha introdotto nuove soluzioni per migliorare la fruizione del giardino. Tra queste: percorsi più leggibili e aree di sosta all’interno delle stanze di verzura, servizi dedicati ai visitatori, strumenti digitali per accompagnare la visita. Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità per le persone con disabilità motorie, con l’introduzione di scooter elettrici progettati per percorrere i viali inghiaiati del giardino.
L’esperienza di visita sarà inoltre supportata da una applicazione digitale scaricabile gratuitamente, SmartPark Experience, che permette di ricevere informazioni sul giardino e indicazioni utili. L’app è destinata anche ad ogni tipo specifico di disabilità (ipoacusia, ipovisione) perché permette di superare al meglio tutte le criticità presenti sul percorso (presenza di sconnessure sul terreno, tombini, ostacoli particolari) e di seguire agevolmente il percorso di visita consigliato per il particolare tipo di utenza.
TUTELA AMBIENTALE
Il giardino storico della Palazzina di Caccia di Stupinigi si trova all’interno della Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000 del Parco Naturale Regionale di Stupinigi. Per questo motivo alcune aree, in particolare il grande spazio circolare più distante dalla Palazzina, non sono state incluse in questo primo lotto di lavori. In queste zone sono in corso studi finalizzati a conciliare la conservazione degli habitat naturali con la possibilità di una futura fruizione pubblica.
L’area è temporaneamente delimitata per garantire la sicurezza dei visitatori, a causa della presenza di alberi antichi potenzialmente instabili e di specie di animali protette a livello europeo e a rischio estinzione, come il Barbastella barbastellus (pipistrello Barbastello), Osmoderma eremita (coleottero Eremita odorosa), Lucanus cervus (coleottero Cervo volante).

