POIRINO - A distanza di dieci anni dalla drammatica vicenda che sconvolse Poirino, è arrivata la sentenza di primo grado. Il tribunale ha condannato Giorgio Chiabotto a due anni e otto mesi di reclusione, con rito abbreviato, ritenendolo responsabile di aver abbandonato la madre anziana, Maria Beatrice Bot, 73 anni, ormai incapace di prendersi cura di sé, fino a provocarne il decesso. È invece caduta l'accusa di truffa relativa all'incasso della pensione della donna, per la quale è intervenuta la prescrizione.
La tragedia emerse nel 2016, quando all'interno di una villetta isolata nella campagna poirinese venne rinvenuto il corpo senza vita della pensionata. Il cadavere, ormai in stato di mummificazione, giaceva sul pavimento dell'abitazione. Accanto a lei fu trovato anche il suo cane, morto nelle stesse drammatiche circostanze. Secondo le ricostruzioni, nessuno si era occupato di loro per circa nove mesi.
A far scattare l'intervento dei carabinieri fu la denuncia di scomparsa presentata dalla compagna del figlio della donna. I militari raggiunsero l'abitazione, nascosta dalla vegetazione, e oltre al corpo della pensionata trovarono anche il figlio, in stato di forte alterazione psicologica. L'uomo raccontò di aver scoperto la madre già morta e di non essere stato in grado di chiedere aiuto.
L'inchiesta, tuttavia, si è rivelata complessa. In un primo momento era stata contestata l'accusa di omicidio. Successivi approfondimenti medico-legali, però, non hanno consentito di confermare con certezza l'ipotesi dello strangolamento, anche a causa delle condizioni del corpo. La procura ha quindi modificato l'imputazione, sostenendo che l'uomo avesse completamente trascurato la madre, affetta da una grave forma di depressione e ormai incapace di provvedere ai bisogni essenziali.

