TROFARELLO - Oggi, giovedì 19 marzo 2026, si è tenuta al tribunale di Torino la prima udienza in merito alla causa tra la ditta inizialmente aggiudicatrice del bando per la nuova scuola Leopardi e il Comune di Trofarello. Una battaglia a colpi di carte bollate intrapresa dall'ente comunale per recuperare i 2,2 milioni di euro versati come anticipo per l’acquisto dei materiali necessari al restyling del plesso scolastico.
«Ho risposto presente all’invito del magistrato a comparire. Non rappresentavo me stesso, ma la voce di tutti gli studenti di Trofarello che, in questi tre anni, hanno dovuto condividere spazi nell’attesa di riavere la propria scuola Leopardi. La controparte non era presente e credo che il Giudice ne terrà conto - ha spiegato il sindaco di Trofarello, Stefano Napoletano - L’Amministrazione ha fatto l’impossibile per far ripartire i lavori, dopo che l’impresa era stata colpita da un provvedimento di amministrazione giudiziaria ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia e successivamente dichiarata fallita. Li ringrazio uno a uno per essersi presi responsabilità straordinarie».
«Ci sono in ballo 9 milioni di euro di finanziamento PNRR, tempi strettissimi, con il rischio di perderli definitivamente - ha aggiunto il primo cittadino - Abbiamo spiegato al giudice che, per mettere in salvaguardia l’opera e garantire la pronta ripresa dei lavori, abbiamo dovuto risolvere il contratto con la ditta inizialmente aggiudicatrice del bando, che ormai era ferma da mesi; abbiamo escusso la polizza fideiussoria e, nell’attesa di ricevere la restituzione delle somme, abbiamo anticipato le risorse necessarie per permettere all’impresa subentrata di reperire i materiali e riattivare il cantiere. Ringrazio l'avvocato Stefano Vaccino e l'avvocato Teodosio Pafundi, chiamati a fare un'altra impresa dopo aver ribaltato il verdetto dei famosi "Quadri". Smuoveremo i monti per riavere i nostri 2.147.259,47. Fino all'ultimo euro».

