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TORINO SUD - Il potenziamento del termovalorizzatore del Gerbido entra in una fase decisiva. Dopo mesi di discussione e l’elaborazione della relazione tecnica del Politecnico, l’assemblea dell’Autorità rifiuti Piemonte si prepara a formalizzare il mandato per la progettazione definitiva alla società Trm. Il via libera è atteso nella giornata di oggi. Si tratta di un passaggio chiave all’interno di una strategia più ampia, che punta ad aumentare la capacità di smaltimento dei rifiuti e a superare definitivamente il ricorso alle discariche entro il 2035.

Al centro del progetto c’è la realizzazione di una quarta linea di termovalorizzazione, scelta che ha prevalso sull’ipotesi di costruire un nuovo impianto in un altro territorio. Questo ampliamento permetterà di trattare fino a 850 mila tonnellate di rifiuti all’anno, circa 250 mila in più rispetto alla capacità attuale, con l’obiettivo di rendere la nuova linea operativa entro il 2031-2032.

Dal punto di vista tecnico, la nuova infrastruttura sarà integrata con le tre linee esistenti e disporrà di una propria fossa di stoccaggio e di una sezione dedicata al recupero energetico. Questa configurazione garantirà continuità operativa anche in caso di fermo di una delle altre linee. Particolare attenzione è stata riservata all’impatto visivo e ambientale: verranno infatti utilizzate strutture già esistenti, come il camino, per limitare nuove costruzioni e contenere la dispersione dei fumi.

Proprio la sostenibilità ambientale rappresenta uno dei pilastri del progetto. È previsto un potenziamento dei sistemi di filtraggio e un aumento del calore immesso nella rete di teleriscaldamento, così da compensare le emissioni inquinanti, in particolare gli ossidi di azoto. Si valuta inoltre il recupero del calore dai fumi e l’estensione del monitoraggio ambientale ed epidemiologico. Il piano tiene conto anche degli aspetti economici e logistici. Oltre a prevedere compensazioni per i Comuni limitrofi e un sistema tariffario più equo, si punta a ridurre il traffico su gomma favorendo il trasporto ferroviario dei rifiuti dal vicino scalo di Orbassano. Un intervento che unisce esigenze ambientali, industriali e finanziarie, destinato a incidere sul futuro della gestione dei rifiuti nel territorio piemontese.